Nuovi impianti e più posti letto: così sarà il futuro ospedale

Articolata risposta del sindaco Noventa all’interrogazione di Effetto Lamon. Sarà demolito il fabbricato attualmente chiuso, previsti nuovi servizi e accessi

LAMON

L’ospedale del futuro, da riconsegnare come centro di riferimento provinciale all’inizio del 2023, è disegnato in dettaglio nel progetto definitivo approvato qualche giorno fa dall’Usl Dolomiti. E prevede demolizioni, quella del corpo C (fabbricato attualmente chiuso), miglioramento strutturale del vecchio ospedale civile e di quello più recente, impianti nuovi nei piani primo e secondo dove sarà aumentata la capienza di 22 posti letto (che passeranno dai 48 attuali ai 70 complessivi), nuovi accessi e nuovi servizi al piano terra, come la realizzazione della piscina terapeutica ripuntualizzazione della logistica esterna con una viabilità più funzionale.

A cantieri aperti, non vi sarà alcuna interruzione di attività attuale. A spiegare nel dettaglio il progetto del nuovo centro di riabilitazione funzionale di Lamon, dove si prospetta l’attivazione di riabilitazione cardiologica e ortopedica, è stata il sindaco Ornella Noventa all’ultimo consiglio comunale in risposta all’interrogazione di Danilo Gaio di Effetto Lamon. Gli esponenti del gruppo di minoranza avevano infatti chiesto delucidazioni sulle prospettive del centro di riabilitazione partendo dal presupposto «che i lavori di ristrutturazione annunciati, possibili grazie al finanziamento richiesto e ottenuto durante la scorsa amministrazione, rappresentino un passaggio importante per la storia del nostro paese, tale da rendere necessaria la massima diffusione e trasparenza di tutti i passaggi previsti».

Accontentati. Il sindaco Noventa ha riportato minuziosamente tutte le voci di spesa e di intervento. Il progetto complessivo costa 5 milioni di euro, di cui un milione di contributo regionale e quattro milioni dall’intesa per i fondi dei comuni confinanti. Il cantiere si aprirà dal piano terra per gli accessi alla struttura, la piscina terapeutica, il box per le attività fisioterapiche, la palestra, il servizio radiologia e la collocazione dei servizi sanitari territoriali come medicina di base, ambulatorio di pediatria e ufficio dell’assistente sociale.

Dopo l’adeguamento normativo dei primi due piani, si metterà mano al quarto piano dove saranno collocate le degenze di struttura intermedia di riabilitazione con 7 posti letto e la mensa del personale. «L’intera struttura risulterà accessibile al disabile motorio nel rispetto della normativa vigente», ha spiegato Noventa. «Pertanto saranno rifatte le pavimentazioni, i serramenti interni ed esterni e i servizi igienici. Non sono previste né chiusure né riduzioni di attività nel periodo di cantiere. Il capitolato di appalto dovrà espressamente prevedere tale clausola e prevedere le soluzioni tecniche per rispondere alla richiesta».

Per concludere, «la struttura è votata ad offrire più specialità e inoltre che è punto di riferimento aziendale provinciale prevedendo una figura apicale di riferimento. Mai prima d’ora, con le nuove schede di dotazione sanitaria, la specificità del centro era stata così definita nelle sue potenzialità future. Al momento risulta urgente portare avanti il più velocemente possibile i lavori scongiurando che non si inseriscano eventuali ricorsi nelle gare di appalto». —


 

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