«Non è giusto pagare per gli errori dei politici»

BELLUNO. «I cittadini hanno ragione e vanno difesi, ma quando si è scoperto il passivo di Bim Gsp nessuno ha raccolto le firme». Nei giorni in cui la protesta contro l’aumento delle tariffe dell’acqua ha raggiunto le 10 mila firme, Gianpaolo Bottacin, l’ultimo presidente della Provincia di Belluno, torna a parlare dell’argomento che gli costò il posto, non senza stupore.
«Capisco che nel momento in cui arrivano le bollette il 30% in più si nota, ma l’aumento è stato deciso quasi due anni fa e le cause sono pubbliche dall’estate del 2010».
In ogni caso: «Non è giusto che paghi la gente per gli errori dei politici, io lo dico da allora. Quand’ero presidente della Provincia», prosegue Bottacin, «ero anche presidente dell’Ato (l’organismo che, allora, decideva tra le altre cose anche le tariffe dell’acqua, ndr) e dopo aver scoperto l’esposizione finanziaria di Bim Gsp abbiamo fatto mille riunioni per evitare che quel passivo venisse scaricato sugli utenti. Io ho sempre chiesto che si procedesse con la riduzione dei costi operativi, come dovrebbe essere per qualsiasi azienda. Se un’impresa va male e cerca di risolvere il problema aumentando i prezzi dei suoi prodotti, il risultato è che le vendite calano e l’azienda chiude. In Italia dobbiamo metterci in testa che la cosa pubblica dovrebbe essere gestita con gli stessi principi, non scaricando sempre sui cittadini la mala gestione».
La storia, per chi ha letto almeno un giornale locale negli ultimi tre anni e mezzo, è nota. La battaglia di Bottacin fallì e lui terminò il suo mandato di presidente con due anni di anticipo dopo il voto di sfiducia dei suoi stessi alleati.
«La gente può anche non leggere i giornali, ma a questo punto tutti dovrebbero essersi accorti che al posto di un’amministrazione provinciale c’è un commissario. Se non c’è più una Provincia è per l’affare Bim Gsp». E dopo la caduta dell’ente: «È successo esattamente quanto avevo previsto: l’unica soluzione trovata è stata l’aumento delle bollette».
Le decisioni su Bim Gsp sono sempre state nelle mani dei sindaci, visto che i Comuni sono i soci della spa dell’acqua, e loro è la responsabilità di quanto è accaduto nella società: «Il dramma», osserva l’ex presidente che è della Lega Nord, «è che quando si torna al voto, vincono sempre gli stessi. Bim Gsp è sempre stata gestita da Pd e Pdl, è curioso osservare come si comportano alcuni esponenti di questi partiti. Sergio Reolon, anche lui presidente dell’Ato prima di me e quindi perfettamente a conoscenza della situazione, va a mettere il suo nome sui moduli della raccolta firme. Giovanni Piccoli, che è stato presidente del Consorzio Bim, afferma che i bilanci sono sempre stati in ordine, come l’ex presidente di Bim Gsp Franco Roccon. Il segretario del Pd Erika Dal Farra arriva addirittura a dire che fu colpa della Lega, che al contrario ha perso la guida di Palazzo Piloni proprio per aver scoperchiato la questione. Qui si gioca a chi si stupisce di più, ma si sa tutto da metà 2010, ci avete scritto giornali interi», esclama Bottacin. «Il datore di lavoro dei politici sono i cittadini, sarebbe un bel cambiamento se, per una volta, chi ha lavorato male non venisse rieletto. I bellunesi sanno i nomi e i cognomi di chi è stato responsabile delle perdite di Bim Gsp, basta sfogliare i giornali di allora. Visto che tra poco molti Comuni andranno al voto, la gente ha finalmente l’occasione per mandare a casa chi ha sbagliato».
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