«No all’unione dei Comuni montani, sì al Comune unico»

LOZZO. «Sono contento che la specificità della provincia di Belluno sia stata riconosciuta al più alto livello», ha affermato Mario Manfreda, sindaco di Lozzo, «era il minimo che potevamo aspettarci. Non sarebbe stato funzionale mettere insieme ai problemi della frammentazione del territorio montano quelli della pianura. Ma per consentire al Cadore di avere un futuro è indispensabile superare questa frammentazione. Per imprimere veramente una svolta nell’amministrazione del territorio, non serve l’unione dei Comuni montani, come prevede la legge regionale: è necessario unire le forze dei nove Comuni che oggi formano la Cm Centro Cadore, costituendo un unico Comune. L’unione dei Comuni montani sarebbe solo una riedizione dell’attuale Cm». Le idee e le motivazioni del sindaco Manfreda sono state accolte con favore anche dai consiglieri comunali di Lozzo che, all’unanimità, si sono dichiarati pronti a dare vita al Comune del Centro Cadore, unificando Valle, Pieve, Perarolo, Calalzo, Lozzo, Lorenzago, Vigo e Auronzo: una zona omogenea, con 19.000 abitanti. «Finora», riprende Manfreda, «era mancato il coraggio di guardare oltre i confini delle nostre realtà, a tutti i livelli. Fermarsi al particolare non risponde più alle esigenze di una società che ha sempre più bisogno di alleanze strategiche per mantenere i servizi e ha bisogno di nuove capacità progettuali, se non intende assistere passivamente allo spopolamento. La crisi finanziaria che sta coinvolgendo gli enti locali ha convinto tutti che la strada dell’unificazione è l’unica praticabile».
Come potrà essere gestito questo passaggio?
«Da un governo unico, attraverso una riorganizzazione dei servizi. Il vero problema potrebbe essere l’unificazione del personale, ma una riorganizzazione oculata potrà superarlo. E’ indispensabile diventare più autorevoli e più forti e soprattutto più determinati se vogliamo contare qualcosa. Per questo è urgente cominciare a ricomporre la dispersiva frammentazione amministrativa che caratterizza tutta la montagna bellunese. Bisogna quindi unire le forze, perché soltanto unificando i Comuni sarà possibile avere un governo locale più efficiente e con un peso politico maggiore. E’ un’operazione delicata ma necessaria. Nel rispetto delle singole identità, per me è possibile dare vita ad una municipalità che unisca tutto: problemi e risorse per risolverli, intelligenze e progettualità».
L’esperienza della Cm Centro Cadore tornerà utile?
«Da tempo la gestione comune di alcuni servizi e di programmazioni d’insieme ha abituato gli amministratori a guardare avanti. Nel frattempo parlerò del progetto con i sindaci interessati ed anche con i presidenti della Magnifica e della Cm, affinchè il dibattito coinvolga tutto il Cadore». (v.d.)
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