No alla fusione con Milano: «Siamo unici»

CORTINA
«La nostra candidatura è “unica” per se stessa, non si può fondere con Milano e Torino. Il Coni ed il Governo lo sanno bene». Così Gianpietro Ghedina, sindaco di Cortina, rispondendo al suo collega di Milano, Giuseppe Sala, che ieri ha detto di meritare la designazione alle Olimpiadi del 2026 perché «siamo gli unici ad aver accettato di condividere la candidatura».
«Non è che noi vogliamo chiuderci nel triangolo delle Dolomiti, tra Cortina, Trento e Bolzano» spiega il sindaco, «è che insieme alla Regione Veneto abbiamo studiato una proposta unica nel suo genere, che esalta le capacità, anche di risparmio, del più grande hub sciistico europeo; è sostenibile ambientalmente perché fa riferimento al patrimonio Unesco; ha un dna culturale ed identitario originale, quello dei tre popoli di queste valli (italiani, tedeschi e ladini); è economico, tanto che i nostri costi sono meno di un terzo di quelli di Milano e Torino». È insomma difficile rinunciare a queste specificità per omogeneizzarsi alla cultura sportiva di massa rappresentata da Milano o Torino. «Ben altra cosa» insiste il sindaco, «sarebbe accogliere noi delle integrazioni. E a questo punto potremmo discuterne».
Il governatore Luca Zaia lo dice esplicitamente: siamo pronti al confronto se la candidatura sarà quella di Cortina 2026. La “regina delle Dolomiti”, insomma, vuol mostrare il suo bel volto. Milano e Torino devono ancora varare la delibera dei rispettivi consigli comunali. Cortina lo ha fatto da tempo. «Mi pare comunque che delle tre candidate l’unica disponibile a lavorare con altri è Milano» ha affermato ieri Sala, «ma vogliamo che sia capofila. Dall’altra parte vedo un atteggiamento di chiusura totale. Speriamo però che se non sarà a inizio agosto si vada a inizio settembre con la decisione e non più in là».
L’altra sera un lancio di agenzia lasciava intendere che il Consiglio nazionale del Coni avrebbe potuto decidere ancora il primo agosto, quando si riunirà per fare il punto. «Anche per noi di Cortina l’attesa non dovrebbe essere ancora lunga» anticipa il sindaco Ghedina. «Noi, comunque, il Coni non lo tiriamo per la giacca» mette le mani avanti Zaia. «E non lo facciamo neppure con il Governo». Intanto Carlo Mornati, segretario generali del Coni, ha confermato che con le città delle candidature «non ci saranno altri incontri» ma che «rivedremo come commissione altre due o tre volte per dare al Consiglio nazionale del Coni gli elementi necessari per decidere». E sull’audizione di lunedì, il braccio destro di Malagò ha aggiunto: «Dobbiamo ringraziare le tre delegazioni delle città candidate, perché non era facile ma è anche bello per il movimento olimpico e il Coni avere tre città così impegnate a prescindere dall’esito». —
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