Nel gattile cento animali è boom di abbandoni

FELTRE. Gli abbandoni ormai non si contano più. In questi giorni nella colonia felina del Casonetto hanno trovato riparo circa una quarantina di gattini, che se sommati ai gatti adulti e ai cani raggiungono l'incredibile cifra di un centinaio di animali, quasi tutti dimenticati, trascurati o maltrattati dai loro padroni. E come ogni anno, d'estate il fenomeno esplode, con la crescita degli abbandoni e la diminuzione delle adozioni, anche per colpa delle ferie. Tutti grattacapi che pesano sull'associazione San Francesco, uno dei pochi riferimenti animalisti sul territorio e gestore del gattile feltrino. A questo si somma un nuovo fenomeno di disagio umano e sociale: intere famiglie o singole persone che sfogano i loro disagi o le loro mancanze emotive riempiendosi la casa di cani e gatti. Risultato: animali maltenuti da padroni poco accorti.
Così oltre a dare prima assistenza ai felini, i volontari dell'associazione si ritrovano sempre più spesso, su incarico degli stessi sindaci, a dare una mano a queste persone a ritrovare la loro dimensione affettiva, e con essa anche l'autonomia da certi tipi di dipendenza. «Il problema è che non c'è l'obbligo per legge di applicare il microchip ai felini», denuncia la presidente Cristina Gasparo, «per questo è così facile abbandonarli. Davanti alla porta della nostra sede ci siamo trovati gatte incinte, perfino mamme con i cuccioli. Il fenomeno è fuori controllo».
Abbandono vuol dire randagismo e potenziale diffusione di malattie, talvolta trasmissibili anche all'uomo. Fertilità vuol dire naturalità, ma anche sofraffollamento. Due fenomeni che andrebbero tenuti più sotto controllo. «Ci occupiamo di tutto: di raccoglierli e portarli qui, di comprare il cibo, di sterilizzarli, sverminarli, spulciarli», racconta, «tutto questo però ha un costo che non sempre siamo in grado di sostenere». Anche per colpa degli scarsi contributi pubblici. «L'Usl ci permette di sterilizzare i gatti a prezzi ragionevoli, ma più di questo non può fare». Per fortuna molti amministratori si stanno sensibilizzando al problema e anche se danno pochi aiuti economici, interagiscono molto di più con le volontarie dell'associazione, per cercare di gestire il problema nei singoli territori.
Proprio nei giorni scorsi è nata una nuova colonia a Quero: «Questo significa raggruppare i felini, sterilizzarli e tenerli sotto controllo per sperare che il fenomeno non dilaghi», spiega Gasparo. Con tutto questo trambusto, fortuna che i volontari non mancano. Sono una ventina tra pensionati, appassionati di animali, giovani rintracciati con il programma “Csv... volontario anche tu!” e lavoratori socialmente utili riescono a coprire tre turni giornalieri, garantendo alla struttura la giusta copertura gestionale. «Ognuna di queste persone è indispensabile per portare avanti l'attività», esclama Gasparo.
Un altro problema molto più recente arrivato alle orecchie della San Francesco è quello dell'inciviltà di molti padroni che non raccolgono gli escrementi dei loro cani: «Abbiamo proposto al sindaco Perenzin di reclutare qualche pensionato per fare le veci dei vigili. Ma al momento stiamo ancora aspettando la sua risposta».
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