Nel frontale a Peron morì la sua amica: autista davanti al gup

I familiari di Debora Nardi di Vallada sono già stati risarciti oggi l’udienza per la giovane che era alla guida dell’auto
Mortale a Peron di sedico
Mortale a Peron di sedico

VALLADA AGORDINA. È stata fissata per oggi, l’udienza preliminare per la morte di Debora Nardi, la giovane campionessa di sci di Vallada che il 5 dicembre 2011, al Peron di Sedico, perse la vita in un tragico schianto frontale. La 19enne era seduta di fianco alla conducente, Giulia De Biasio, con dietro Francesca Bonifacio ed una minorenne C.B., quando improvvisamente l’auto sbandò in una leggera semicurva, iniziò a zigzagare e, priva di controllo, invase infine la corsia di marcia opposta, andando a schiantarsi contro un furgone.

Un urto tremendo che non lasciò scampo alla giovane promessa dello sci, seduta a pochi centimetri dal punto di collisione tra i due mezzi. Si salvarono invece le amiche, che riportarono una serie di politraumi e fratture.

Nell’immediatezza del fatto, la procura di Belluno, com’è prassi, aprì un fascicolo d’inchiesta per omicidio colposo, iscrivendo tra gli indagati il solo nome di Giulia De Biasio.

Nel corso delle indagini preliminari, per escludere eventuali responsabilità da parte dell’altro mezzo, il pm Massimo De Bortoli affidò la ricostruzione del sinistro a un consulente tecnico, l’ingegnere veneziano Pierluigi Zamuner. Nella perizia viene indicata come causa esclusiva dell’incidente la perdita di controllo dell’auto da parte della giovane conducente agordina: il furgone «procedeva a una velocità ampiamente contenuta entro il limite di velocità», si legge nelle conclusioni del perito; inoltre il suo conducente «ha reagito prontamente alla situazione di pericolo» ed «era del tutto impossibilitato a evitare la collisione».

Nel frattempo la famiglia Nardi si è affidata alla Giesse – Gestione Sinistri di Belluno, società specializzata in risarcimento danni e responsabilità civile. «Con una richiesta particolare: - si legge nel comunicato stampa di Giesse - concludere entro l’udienza preliminare le procedure risarcitorie per far sì che Giulia – una della migliori amiche di Debora – potesse usufruire delle relative attenuanti previste per legge».

L’amica della vittima potrà affontare l’udienza nella speranza di ottenere l’ attenuante del risarcimento del danno, come prevede l’articolo 62 (comma 6) del codice penale. Il punto è che le altre due giovani ferite nell’incidente non sono ancora state risarcite ed il codice dice a chiare lettere che si accede all’attenuante in questione a risarcimento integrale avvenuto.

Stando a quanto s’è appreso, la legale dell’imputata, l’avvocato Ylenia Pocaterra, avanzerà oggi la richiesta di patteggiamento. Starà al gup Cozzarini decidere se la pena e le attenuanti da applicare saranno eque.

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