Monsignori «degradati» Bolle e ironia

VENEZIA. «Monsignore… ma non troppo». Era un episodio della saga di don Camillo e Peppone. «Ben si addice a noi, ex monsignori». Esordisce così Giuseppe Camilotto, arciprete della Cattedrale marciana....

VENEZIA. «Monsignore… ma non troppo». Era un episodio della saga di don Camillo e Peppone. «Ben si addice a noi, ex monsignori». Esordisce così Giuseppe Camilotto, arciprete della Cattedrale marciana. E non è il solo prelato. In questi giorni, in sacrestia, tra i canonici serpeggia amarezza e ilarità. «L’estate porta leggende metropolitane di vip e politici. Ora ha toccato la basilica patriarcale metropolitana». Sulla questione i sacerdoti sono andati a cercare fonti. Hanno trovato Bolle papali. «Noi canonici abbiamo ricevuto l’onorificenza da quattro Sommi Pontefici, Pio VII, Pio IX, Paolo VI, Giovanni XXIII». Il sacerdote dice: «La bufala del momento è che il patriarca Moraglia non ha mai firmato un decreto per depennare il titolo di monsignore. È vero piuttosto che si rivolge a noi con il don». Camilotto conclude con parole di speranza: «Sul solco della linea di sobrietà del Papa saluto ben volentieri una revisione senza ambiziose prospettive sfoltendo titoli, cerimoniali e nuove pariglie».

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