Molin Pradel corre per il Comune unico

Val di Zoldo. L’ex sindaco di Zoldo Alto scende nell’arena contro il collega Camillo De Pellegrin

VAL DI ZOLDO. Molin Pradel è pronto e si prepara per le elezioni comunali del Comune unico. Si profila, quindi, un “duello” fra i due ex sindaci dei cessati ex comuni di Forno di Zoldo e di Zoldo Alto, che insieme hanno portato i due comuni alla fusione. Nello spirito di collaborazione che hanno caratterizzato gli ultimi mesi della val di Zoldo, i due fanno parte del Comitato consultivo assieme al commissario prefettizio Andrea Celsi, incaricato di traghettare il nuovo comune verso le lezioni amministrative.

«Come annunciato sin dalla prima ora», spiega Roberto Molin Pradel, «mi candido alle elezioni amministrative del nuovo Comune Val di Zoldo. Sto lavorando per una lista che coniughi elementi della mia passata gestione amministrativa con volti nuovi. Stiamo già approntando, una bozza di programma che sarà discussa con tutto il gruppo. La lista dovrà tenere conto di quella che è l’appartenenza territoriale e, soprattutto, dovrà puntare su un serio programma elettorale che tenga conto di tutte le sfaccettature della valle. Importante sarà l’esperienza accumulata in dieci anni di gestione amministrativa e le proposte che vengono dal territorio».

Certamente non scompare in un baleno il campanalismo fra la parte alta e la parte bassa della valle.

«Sono del parere», afferma Molin Pradel, «che non si può più parlare di “campanili”, il tutto è stato infatti sconfessato dal risultato del referendum della fusione. Ormai è acqua passata, perché il desiderio della valle unita è una realtà».

Quello che è stato detto nelle varie riunioni sarà tenuto in considerazione?

«Ci vuole continuità rispetto a quegli obiettivi che ci siamo prefissati nei vari incontri pre-referendum: saranno rispettati sia da De Pellegrin che dal sottoscritto, con la dovuta collaborazione».

Quale la risposta a chi diceva “no” alla fusione?

«Sono delle particolarità del territorio e delle identità che possono sembrare negative. Secondo il mio modo di vedere possono rappresentare un fattore positivo, perché vanno valorizzate all’interno del nuovo comune. L’importante è far capire ai “no” l’importanza della scelta fatta (comune unico) e soprattutto il riuscire a mantenere gli impegni che ci siamo prefissi. Quindi, ribadisco che bisogna non deludere nessuno e lavorare per costruire una comunità».

Mario Agostini

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