Milano e Torino al Coni per l’esame di riparazione

Gli staff di Sala e Appendino a Roma per integrare la documentazione incompleta Zaia: «Perfetto il nostro dossier, vediamo se la politica farà scelte di altra natura»
La sindaca di Torino, Chiara Appendino, durante il consiglio comunale per la mozione sulle Olimpiadi del 2026, Torino, 19 marzo 2018..ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
La sindaca di Torino, Chiara Appendino, durante il consiglio comunale per la mozione sulle Olimpiadi del 2026, Torino, 19 marzo 2018..ANSA/ALESSANDRO DI MARCO





Prima Milano. Poi Torino. E Cortina? Un brivido ha percorso la schiena del popolo dello sci (e non solo) ieri pomeriggio, quando le agenzie hanno informato che il sindaco Sala di Milano e la sua collega Appendino di Torino avevano presentato le ultime integrazioni ai rispettivi studi di fattibilità per la candidatura 2026. Vuoi vedere che proprio sul traguardo del 23 luglio, fissato dal Coni, Cortina non ce la fa? È dovuta intervenire la Regione a spiegare ufficialmente che il dossier ampezzano era provvisto di tutto, compresa la delibera di Cortina risalente ancora al 29 marzo 2018.

«Siamo stati i primi a presentare la documentazione completa», è stata la soddisfazione malcelata del governatore Luca Zaia, quando le stesse agenzie sottolineavano che il primo ad affacciarsi ieri alla porta del Coni era stato Milano, mentre Torino era soltanto seconda. Cortina? Neppure una riga. Tanto – è la considerazione milanese piuttosto che lombarda – le Dolomiti sono da considerarsi escluse già in partenza dalla corsa alle Olimpiadi.

Se Zaia sorride – come a dire: ancora una volta vi abbiamo battuti -, il vicesindaco di Cortina Luigi Alverà, che ha seguito l’iter della candidatura, alza le spalle.

«Si accomodino pure, Milano e Torino. Dicano quel che vogliono, ma provino anzitutto a guardarsi in casa. Cortina ha presentato un dossier perfetto per le future scelte del Cio, sulla base di un’esperienza, unica, quella del più grande hub sciistico al mondo. Se prevarranno interessi che non sono tecnici e neppure culturali (la storia identitaria di queste valli è unica), vorrà dire che la politica avrà fatto scelte di altra natura».

La politica o il Coni? Alverà ricorda che il presidente Giovanni Malagò vuol presentarsi al meglio dal Cio, dopo le figuracce che l’Italia ha rimediato con Roma. «E per vincere sulle altre candidate, non c’è che da scegliere il meglio della tradizione sciistica». Il meglio, appunto, sono Cortina, Trento e Bolzano.

Il consiglio generale del Coni si riunirà il 1° agosto. La commissione di esperti, con il compito di valutare i tre studi di fattibilità, presenterà in quella sede le prime conclusioni. Ma non è detto che la risposta del Coni arriverà fra una settimana. Malagò potrebbe prendere tempo, decidere altri approfondimenti.

Le sta tentando tutte, il presidente, per convincere Torino piuttosto che Cortina ad allearsi con Milano. Da Torino gli è arrivato ancora un no. Da Cortina pure. Meglio perdere con onore, piuttosto che vendersi, ci diceva ieri un operatore ampezzano. Lo ammette anche il vicesindaco Alverà: «Cortina si sente al top con la promozione che ha già ricevuto». E che ha portato notevoli incrementi di presenze. Ma ovviamente non basta. «La nostra soddisfazione è somma», conclude il vicesindaco, «anche per un’altra ragione ben precisa: non abbiamo ricevuto la minima contestazione, a differenza di quanto avvenuto a Milano e Torino».

In effetti anche gli ambientalisti sono stati collaborativi; i più radicali, con il silenzio. —



Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi