Migranti a Fener, il Comune dice no

Ipotizzata una decina di arrivi. Convocata un’assemblea pubblica domani sera, il sindaco Bogana: «Abbiamo già dato»
27/06/2017 Vibo Valentia, 570 persone sono state salvate nel Canale di Sicilia nei giorni scorsi, dalla nave: “Opv Kbv” della Guardia costiera Svedese, a bordo anche due cadaveri. Nella foto i migranti appena sbarcati attendono le prime visite.
27/06/2017 Vibo Valentia, 570 persone sono state salvate nel Canale di Sicilia nei giorni scorsi, dalla nave: “Opv Kbv” della Guardia costiera Svedese, a bordo anche due cadaveri. Nella foto i migranti appena sbarcati attendono le prime visite.
ALANO DI PIAVE . L’ipotesi di ospitare almeno una decina di migranti nella casa di via della Vittoria a Fener affittata al Ceis da un privato, potrebbe diventare la realtà di un vicino domani. Ma prima che i giochi siano fatti e che il Basso Feltrino, finora sempre oppositivo rispetto all’accoglienza diffusa di migranti, si ritrovi ad affrontare anche il problema dei nuovi flussi, il sindaco Serenella Bogana ha indetto una assemblea per domani alle 20.30 in sala parrocchiale.


«La volontà che esprimerà la popolazione avrà un valore tutt’altro che consultivo, sarà fatta valere», annuncia il sindaco Bogana che dirà la sua, circa una decisione calata dall’alto, a favore di un territorio, quello del Basso Feltrino, «che ha già dato».


«Qui ci si trova di fronte al solito problema dell’iniziativa privata», spiega Serenella Bogana. «A noi risulta che la casa rossa di via della Vittoria sia stata acquistata da persone di fuori. Che hanno deciso di affittare il grande stabile al Ceis, a seguito di domanda. E risulta che il Ceis abbia fatto un bando per affidare la gestione del nucleo, affidato alla cooperativa Integra. La metratura dell’edificio è importante, lo stato dell’immobile non pone problemi né di agibilità né di abitabilità, secondo quanto emerso dai sopralluoghi tecnici del nostro comune. Quindi teoricamente noi avremo le mani legate. Non fosse che per un particolare, di cui non si può non tenere conto, di fronte alle scelte calate dallo Stato e dalla prefettura: il nostro territorio è stato per decenni méta del flusso migratorio della prima generazione, quella dei nord africani e di tante altre etnìe che si sono accodate, l’ultima delle quali è stata quella dei cinesi. Come abbiamo avuto già modo di dire, in maniera congiunta, con il sindaco di Quero Vas, l’integrazione, anche laddove riuscita, non è stata semplice. E ha posto parecchi problemi di convivenza fra la nostra popolazione e quella ospitata».


«Noi riteniamo di aver già dato, e tanto». dice Bogana. «I cittadini di Fener devono essere messi nella condizione di potersi esprimere sull’argomento. E nessuno potrà sottacere o sottovalutare ciò che diranno loro e ciò che ribadiremo noi, come amministratori».


Sul finire degli anni Novanta, complice la presenza di numerose attività imprenditoriali e industriali fra Quero e Alano, la popolazione straniera si è inserita. Qualcuno, prima che i segnali della crisi cominciassero a manifestarsi, ha messo su famiglia e si è fatto la casa di proprietà. E prima che si saturasse il mercato del lavoro e che molti stranieri cambiassero zona o rimpatriassero, ricordano gli amministratori del Basso Feltrino, gli immigrati, soprattutto ad Alano, hanno rappresentato per anni la metà degli iscritti alla primaria.


Laura Milano


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