Medicina sportiva: nessun candidato per il centro a Feltre

Il bando regionale cercava in totale tre professionisti Diciotto i pretendenti per il posto a Padova, undici a Treviso
Laura Milano

/ feltre

Nessun candidato per il centro di medicina sportiva a Feltre. Al bando indetto dalla Regione per l’azienda universitaria di Padova i candidati sono stati 18, 11 quelli per l’Ulss 2 (Treviso) e zero per l’Ulss Dolomiti. Un medico in più sarebbe stato necessario per il centro feltrino che ha acquisito il secondo livello, trattando anche persone disabili che intraprendono attività agonistica, dopo che Lucia Scotton ha interrotto il rapporto con l’Ulss Dolomiti per trasferirsi altrove.

Questo non pregiudica del resto l’attività del centro che sia pure a ranghi ridotti, con il solo responsabile Guido Ciccarone che visita atleti fino ai 35 anni di età e una sola unità infermieristica, aumentata di un’altra solo in casi eccezionali, riesce a dare risposte a tutti i casi programmati. Anzi, le visite sono addirittura aumentate ed è aumentata anche la complessità delle stesse per effetto del Covid.

Solo a Feltre si è arrivati a 250 atleti Covid positivi rivalutati, il che significa che gli atleti che hanno contratto il virus, per poter tornare a fare attività sportiva agonistica devono essere sottoposti a una visita più complessa con esami aggiuntivi per escludere eventuali effetti collaterali a medio termine. . Purtroppo il Centro di medicina sportiva di secondo livello si è dovuto misurare negli ultimi tre anni con il turn over di professionisti.

La specialista Lucia Scotton che per più di un anno, con incarico a tempo indeterminato per otto ore alla settimana, dava manforte al collega responsabile Guido Ciccarone, ha chiesto di recedere dall’incarico il 3 agosto dello scorso anno, avendo vinto un concorso in altra Asl del Veneto. Lucia Scotton aveva cominciato a prestare servizio dall’estate 2020 per sostituire il collega Fulvio De Luca che a Feltre aveva lavorato per sette mesi a dieci ore alla settimana, per poi fare altre scelte professionali optando anche lui per una Usl diversa. Cosa che avrebbe potuto fare anche lo stesso Guido Ciccarone che aveva vinto il concorso al Ca’Foncello.

Il professionista responsabile non si è sentito di lasciare Feltre e i suoi atleti, e ha rinunciato all’incarico. Dopo 16 anni dalla fondazione di un Centro che è fra le eccellenze dell’Ulss Dolomiti, Ciccarone dunque ne è rimasto a presidio. Solo tre anni fa con l’istituzione del secondo livello che consiste nell’apertura alle visite per l’idoneità sportiva anche a persone con disabilità o a pazienti con patologie tali da non potersi sottoporre alle prove da sforzo o altri accertamenti diagnostici, è stata prevista l’assunzione del secondo medico. —

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