Meccanostampi, l’azienda si racconta
Presentato il volume dedicato alla realtà industriale limanese fondata nel 1965 da Ludovico Trevisson

LIMANA. «Creare posti di lavoro e accrescere il benessere della collettività, ecco il mio compito. Un impegno gravoso e assorbente, come può esserlo soltanto una scelta che risponda a una vocazione imperiosa».
In queste parole pronunciate da Ludovico Trevisson è racchiusa la “filosofia” che da sempre lo anima e che lo ha portato, nel 1965, a fondare la Meccanostampi, azienda di Limana che ha chiuso il 2016 con un fatturato di circa 33 milioni di euro. E nel bilancio 2017 è previsto un ulteriore incremento del 10%.
La storia di Trevisson e della sua azienda sono raccontate nel libro “Il mestiere che mi ha scelto. Mister Meccanostampi si racconta”, presentato ieri nella sede dell’impresa, a Cesa. Un volume scritto da Giovanni Larese e realizzato, dal punto di vista operativo e grafico, da “I buoni motivi”.
Sacralità del tempo dedicato al lavoro, impegno di squadra, apertura e disponibilità nell’assecondare novità e cambiamenti: sono i concetti chiave che percorrono il libro, nato con l’obiettivo di fissare nella memoria la storia di un’impresa.
«Mi piacerebbe diventare inutile, perché mi sembra l’unico modo a disposizione di un bravo imprenditore per riuscire a compiere con serenità e sicurezza il fatidico passo indietro», mette in risalto Trevisson, la cui maggiore preoccupazione è che l’azienda possa continuare ad andare avanti anche quando il suo fondatore lascerà spazio a qualcun altro. «Per questo, da tempo ho formato un gruppo di lavoro e mi sono circondato di validi collaboratori». Il libro, illustrato da Marco Marella, è frutto di un dialogo tra il patron della Meccanostampi e Larese.
L’idea è nata quando Trevisson – che ha vinto di recente il premio Le Fonti come “Imprenditore dell’anno” – ha trovato in un cassetto una vecchia agenda con la copertina in tela rossa (lo stesso colore scelto per il volume). «Mi sono accorto che aveva tutte le pagine intonse, perché non ho mai avuto il tempo di segnare eventi e ricordi», spiega. «Per questo nel libro non ci sono foto. Ho pensato che fosse il momento di esercitare la “preziosa arte del ricordare”».
Quel che ne emerge è che i grandi risultati si ottengono con duro lavoro e sacrifici. E che da soli non si va da nessuna parte. «Sono consapevole di aver un comportamento burbero e di essere facile a scatti di rabbia», commenta Trevisson che, nello stesso tempo, ha un carattere schivo. E ieri, per sua stessa ammissione, ha dovuto vincere la paura di parlare in pubblico. «Credo di essere temuto perché martello il personale su ciò che mi sta maggiormente a cuore ed esigo da tutti che non si limitino a svolgere il “compitino” assegnato».
«Lo sguardo di Trevisson è volto all’Europa e al mondo, ma ha sempre lavorato per far crescere Limana e il territorio bellunese, mosso non soltanto da logiche di profitto, ma dando importanza alla componente umana», sottolineano Milena De Zanet, sindaco di Limana, e Roberto Padrin, presidente della Provincia, che ricorda la laboriosità dei bellunesi e il passaggio dall’essere emigranti a, dopo la tragedia del Vajont, imprenditori.
«Meccanostampi, grazie a Trevisson, è sempre rimasta radicata al territorio», ha fatto eco Luca Barbini, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti. «Ha investito in qualità e innovazione, sapendo cogliere le sfide dell’industria 4.0».
Martina Reolon
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