Massaro promette: «L’elettrodotto bloccato sul Piave»

È stato uno dei temi principali dell’incontro della giunta con i cittadini di Cirvoi, Faverga, Madeago e Pitanzelle
Di Martina Reolon
FOTO GAVAGNIN PORTOGRUARO VIA SAN NICOLO ELETTRODOTTO A RIDOSSO DELLE CASE, SCUOLE E IMPIANTI SPORTIVI
FOTO GAVAGNIN PORTOGRUARO VIA SAN NICOLO ELETTRODOTTO A RIDOSSO DELLE CASE, SCUOLE E IMPIANTI SPORTIVI

BELLUNO. Strade disconnesse, verde bisognoso di manutenzione, sicurezza in punti critici della viabilità. Non sono mancate le segnalazioni da parte dei residenti nelle frazioni castionesi di Cirvoi, Faverga, Madeago, Pitanzelle, che mercoledì sera hanno incontrato il sindaco di Belluno Jacopo Massaro, presente alla Cooperativa di Cirvoi insieme all’assessore Luca Salti e all’ingegnere del Comune Lucio Lussu. In sala anche diversi consiglieri comunali.

E non si è mancato di parlare di un tema che era stato al centro della discussione nell’incontro di due settimane fa a Levego: l’elettrodotto Terna.

Cura del territorio. A proposito di cura del territorio Patrizia Burigo, consigliere di minoranza e da anni impegnata nell’organizzazione di diversi eventi a Cirvoi, dove risiede, ha ricordato le molte segnalazioni, spesso corredate da foto, già fatte al Comune anche in passato. Come nel caso dello stato di alcune strade secondarie del cirvoiese. Ma anche di Madeago e non solo.

«Io abito a Tisson (tra Pitanzelle e Castoi, ndr) da 20 anni», ha affermato un residente, «e devo sempre fare segnalazioni per strade disastrate, tombini pieni d’acqua. C’è poi un pezzettino di strada bianca a Pitanzelle, in cui le buche sono impressionanti. L’amministrazione precedente aveva in mente di rifare il tratto, ma poi la Comunità montana aveva provveduto solo per una quindicina di metri».

A Pitanzelle c’è anche il problema siepi, «non curate dai privati e nemmeno dal Comune», ha detto una signora del posto. Ma c’è poi chi ha fatto presente una questione che interessa tutto il Castionese: il tratto di strada che dalla piazza scende verso Belluno. «C’è solo un pezzo di marciapiede», ha evidenziato un residente di Madeago, «e per chi percorre il tratto a piedi è estremamente pericoloso. Non vorrei che succedesse come a Salce e Giamosa». Lussu da parte sua ha assicurato che verificherà il perché in passato non si era potuto procedere a continuare con il marciapiede fino a Sanfor. Sul fronte strade bianche, il presidente della Comunità montana bellunese Orlando Dal Farra ha fatto notare come le amministrazioni si trovino a spendere migliaia di euro per mq di ghiaia che vanno poi a inquinare i prati: «Si dovrà pensare, a breve, all’utilizzo di asfalti fini».

Elettrodotto bloccato al di là del Piave. Ma un tema molto caro ai Castionesi in questi ultimi mesi è quello dell’elettrodotto Terna. Non a caso il Comitato dell’alto Castionese formatosi ancora lo scorso anno aveva raccolto 1.400 di firme per chiedere a Palazzo Rosso di ritirare la delibera con la quale si chiedeva alla Regione di valutare un passaggio dei tralicci a mezza costa sul Nevegal. Contro l’elettrodotto anche i Comitati di Levego e Andreane. La novità delle ultime settimane è che anche il Ministero dell’ambiente ha chiesto a Terna una serie di integrazioni, comprensive di una valutazione per un tracciato alternativo per i tralicci che, scavalcato il Piave in località Andreane, arriverebbero poi a Levego. «Le interrogazioni», ha precisato Massaro, «riguardano anche l’alto Castionese. Terna deve presentare entro il 14 luglio i progetti. Noi come Comune ci siamo interfacciati con Ponte nelle Alpi e Soverzene. Abbiamo poi lavorato con i Comitati per arrivare a un’osservazione fondamentale». Un’osservazione ben precisa: una volta passato il Piave, obiettivo strategico di Terna, non si deve andare oltre. «Tracciato fermo intorno a Sagrogna, dove viene collegato alle linee esistenti e basta», ha aggiunto Massaro. E se Terna dovesse decidere fra qualche anno di ripartire? «Dovrebbe riprendere la procedura da zero e noi come Comune e cittadini ci muoveremo già dalla fase istruttoria». «Intanto faremo di tutto con il Ministero, che dobbiamo incontrare, per far capire che la nostra proposta è pragmatica e percorribile», ha commentato il sindaco.

Fare massa comune. E la delibera di iniziativa popolare di cui si sta occupando Silvano De Salvador, ex consigliere, è pronta ad andare in Consiglio nei prossimi mesi. «Le due ipotesi di far passare l’elettrodotto a Levego e a mezza costa Castionese sono state scartate», ha sottolineato De Salvador. «Se Terna poi dovesse pensare ad altri elettrodotti, dobbiamo fare massa comune tra Comitati, cittadini e amministrazioni del territorio per rendere impossibile la costruzione di tracciati di rilevanza internazionale».

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