Marciapiede e autovelox lungo via Monte Grappa

Entro l’anno la corsia per i pedoni. E c’è la candidatura per una delle tre cabine Fogne a cielo aperto e piene incontrollate allarmano gli abitanti di Borgo Piave
Di Gigi Sosso

BELLUNO. La camminata della speranza. Otto anni di attesa e sembra finalmente ora del marciapiede di via Monte Grappa. L'altra sera il responsabile dei Servizi tecnologici del Comune di Belluno, Lucio Lussu ha srotolato il lungo progetto, sotto gli occhi dei cittadini di Borgo Piave, al tredicesimo incontro del sindaco Jacopo Massaro con le frazioni. Occhi che luccicano e cronometri che partono sui 100 mila euro regionali. E se non siete ancora contenti, la strada che porta a Visome potrebbe essere una delle tre, che saranno dotate di una cabina autovelox. Non ci puoi mettere dei dissuasori «perché quelli sei costretto a piazzarli dove di solito non servono», ha osservato il primo cittadino, «diverso il discorso dei misuratori di velocità, per i quali c'è questa candidatura. Aggiungo che presto sarà possibile girare anche a destra verso Uniera dei Zater, in fondo al ponte della Vittoria e non solo alla rotatoria, ma anche in altre zone della città si stanno rifacendo le strisce pedonali. Dopo il ponte Bailey, potrebbero anche essere illuminate».

Fogne a cielo aperto. Via dei Fabbri si conferma come una delle zone più disagiate. Oltre ai rifiuti sulla stradina per il Billa e alle condizioni del vecchio laboratorio, nel quale si costruivano le spade, gli abitanti segnalano anche una degli scarichi selvaggi. Per non parlare della Sinistra Piave, dove servirebbe un collettore fognario: «C’è un provvedimento nei confronti delle persone, che non si comportano adeguatamente» assicura Lussu. Mentre «il progetto del collettore è di Bim Gsp, risale al 2009 e , vista la situazione, forse non sarà realizzato a breve. Ad ogni modo, me ne occuperò sicuramente», allarga le braccia Massaro, «a proposito di acqua, garantisco che quella che esce dai vostri rubinetti è potabile, spesso anche di più di quella che trovate nelle bottiglie comprate, salvo ordinanze. In più, è continuamente controllata».

Zona ex Concerie. Uno dei punti più critici del borgo è quello in cui sorgevano le vecchie concerie. Adesso c’è un palazzone, ma non è che sia stato scongiurato il pericolo delle piene del Piave, soprattutto per piani terra e autorimesse. Ci sarebbero dei dispositivi, per scongiurarle, ma il loro costo è oltre le possibilità di chi deve fare i conti con i tagli statali e l’Imu che forse non arriva: «260 mila euro», snocciola l’assessore ai Lavori pubblici, Luca Salti, «per questo non sono in grado di dire quando verranno realizzati. Non conosco i tempi sicuri, purtroppo».

Area Bardin. Alla rotonda dell’Anta, ci si schianta su un’altra fetta di città degradata, che arriva fino ai campi da tennis in terra battuta dalle erbacce e di bocce: «Entro il 2014, dovrebbe essere tutto a posto». sorride Massaro, «ci sarà un edificio con appartamenti, uffici e un parcheggio. E se non ricordo male, è previsto anche un piccolo supermercato, proprio davanti a quello già esistente. Il privato ha presentato il progetto e si tratta di partire velocemente con il cantiere. In questo caso, i tempi non dovrebbero essere chissà quanto lunghi.

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