«Manfrotto, esempio rivoluzionario virtuoso da esportare ovunque»
FELTRE
«La partecipazione alle strategie di impresa da parte dei lavoratori rende la Manfrotto un’esperienza pilota importantissima, che intendiamo seguire anche a livello nazionale per avviare così una sorta di contagio positivo nei confronti di tutte le altre imprese».
Così Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl, ieri mattina durante le assemblee nell’azienda leader nella progettazione, produzione e distribuzione di una vasta gamma di accessori per i mercati della fotografia, del video e intrattenimento. Un’azienda che ha un sistema produttivo evoluto dal punto di vista tecnologico e un mercato mondiale in espansione.
Qui, nell’aprile scorso, è stato siglato da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil un contratto integrativo triennale che coinvolge i 350 dipendenti dei tre stabilimenti produttivi di Feltre e i 150 lavoratori del quartier generale di Cassola e che prevede, tra le altre cose, il superamento dell’attuale inquadramento, l’implementazione del “passaporto della professionalità”, utile alla certificazione della formazione e alla professionalità acquisita anche tramite lo sviluppo di competenze traversali.
Ma soprattutto introduce la partecipazione dei lavoratori alle strategie d’impresa, attraverso l’inserimento nel comitato strategico del Cda di un componente delle organizzazioni sindacali.
«Siamo di fronte ad un evento rivoluzionario», commenta Bentivogli, «presente finora in Germania e in Scandinavia e che contribuisce a dare maggiore solidità all’azienda e maggiore voce ai lavoratori. Questo passo in avanti è stato possibile grazie alla diversa cultura della gestione dei lavoratori che esiste in questa fabbrica. Se anche le altre imprese vogliono imitare questa iniziativa serve un salto culturale. La cosa importante, comunque, è che il percorso è stato intrapreso».
Il segretario generale della Fim Cisl, però, evidenzia anche l’importanza degli altri aspetti contenuti nel nuovo contratto integrativo, vale a dire la formazione permanente e i nuovi inquadramenti. «Riconoscere il giusto inquadramento ad una persona è sinonimo di crescita. Gli inquadramenti nel metalmeccanico sono fermi al 1973: restare fermi a quelle mansioni significa non capire il sistema premiale che è invece fondamentale. E questo balzo in avanti è stato possibile in un settore che sta conoscendo una seconda rinascita: ricordiamo che il 52% dell’export italiano è metalmeccanico». —
Paola Dall’Anese
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