Malati psichiatrici Diapsigra si scioglie dopo un ventennio

FELTRE. L’associazione Diapsigra di Feltre si scioglie, dopo 22 anni di servizio in difesa dei malati psichiatrici del territorio dell’Usl 2.
Alla sofferta decisione è giunto il direttivo, presieduto da Francesco David, all’ultima assemblea dei soci dove si sono tirate le somme su obiettivi che non si sono potuti centrare per la carenza di fondi e l’impossibilità di sottoscrivere una convenzione con l’Usl. Ma anche per l’esiguità di volontari attivi, disponibili a prendersi l’incarico di una presidenza per portare avanti l’attività nel Feltrino.
«A malincuore, dopo tanti anni di servizio come volontariato, abbiamo deciso di sciogliere il direttivo e chiudere Diapsigra a Feltre», dice Francesco David che ormai da anni dirigeva l’associazione, prendendo la staffetta da Angelo De Cet. «Negli ultimi anni Diapsigra ha investito molto, i termini di risorse finanziarie e umane, nel centro aggregativo “Il Muretto” che poi abbiamo dovuto chiudere perché non c’erano più fondi. Abbiamo cercato di fare di tutto e di più per cercare la strada della riabilitazione, fuori dalle strutture, delle persone con disagio psichico. Abbiamo cercato di far leva sulle istituzioni locali per ottenere qualcosa di più per la psichiatria di oggi, al passo con i tempi che non sono più quelli dei ricoveri lunghi o di quelli in struttura. Oltre ad avere ottenuto scarsi riscontri qui, dobbiamo anche misurarci con la latitanza di Diaspigra a livello regionale e nazionale. Pertanto ci sono mancati anche i supporti dall’alto. E, per di più, nessun associato dei nostri si è reso disponibile a proseguire nell’attività. Cosa ci restava da fare? L’unica cosa sensata è stata quella di sciogliere la sezione feltrina e associarci con l’Aitsam di Belluno, l’associazione per la tutela della salute mentale, che è molto più attrezzata di noi, a livello finanziario e organizzativo. L’auspicio è che si crei una sezione feltrina di Aitsam, per non far mancare un riferimento e un supporto ai nostri pazienti».
Nei suoi anni da presidente, Francesco David ha fatto sentire la sua voce. Di recente aveva segnalato come a fronte di una scarsità endemica di risorse nell’ambito della psichiatria cosiddetta moderna, si assistesse a un raddoppio in termini percentuali di casi psichiatrici. E aveva sottolineato il dissenso proprio, e dell’associazione, circa gli inserimenti delle nuove cronicità, che emergono con evidenza forse a seguito della crisi economica, nelle strutture tipo comunità alloggio estensiva, attivata a Pullir, a favore invece di progetti che contribuissero a un reinserimento sociale.
Laura Milano
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








