Luxottica, Rsu indignate per le minacce

«Indignati per un'azione deprecabile e solidali con il cavalier Francavilla».
È compatta la reazione da parte della Rsu Cgil-Cisl-Uil di Luxottica dopo la notizia appresa dal Corriere delle Alpi di ieri della lettera minatoria sottoscritta da un generico “Gruppo di operai” e indirizzata al vicepresidente di Luxottica. Una lettera nella quale si fa riferimento, in modo negativo, ai turni introdotti anche il sabato nell'ambito del contratto integrativo.
«Durante la pausa pranzo», spiega il delegato Cgil, Luigi Dell'Atti, «sono stato fermato da una trentina di lavoratori e tutti erano scioccati da quanto è successo. Ci distacchiamo in toto dalla lettera spedita da questi personaggi ed esprimiamo un messaggio di solidarietà nei confronti del cavalier Francavilla. Sinceramente mi meraviglio che qualcuno sia arrivato a tanto soprattutto perché il contratto integrativo che abbiamo sottoscritto con l'azienda è migliorativo. Proprio in questi giorni si sta chiudendo, con la fabbrica campioni, l'ultima tornata di flessibilità. Se entro il prossimo giugno non saranno individuate le giornate per il recupero della flessibilità positiva, le ore (massimo 16) verranno accantonate per il lavoratore».
Anche da parte di Franca Dall'O, rappresentante della Uil, c'è sconcerto per un fatto considerato “disdicevole”. «Come operaia», dice, «trovo impensabile che si arrivi a questi livelli di minaccia. Credo che se ci fossero state delle problematiche i lavoratori avrebbero dovuto venire prima a parlare con noi. Tuttavia, non ci sono mai stati dei segnali che facessero pensare a un gesto simile: abbiamo fatto tante assemblee, ma nessuno è mai insorto né contro l'azienda, né contro di noi. Certo, i turni del sabato possono non piacere, anche a me che ho sottoscritto il contratto piacerebbe far altro in quella giornata. Tuttavia ci sono anche dei lati positivi, perché si lavora di più nei momenti di picco e meno in quelli di calo. E poi, la flessibilità esiste in Luxottica da otto anni e in questo periodo molto si è fatto per cercare di sistemare al meglio le cose».
Per Aldemar Soccol (Cisl) si tratta di «un gesto grave che non ha nessuna giustificazione» e per il quale si dice profondamente indignato. «È chiaro», spiega, «che nel mondo del lavoro ci sono delle situazioni contrattuali che possono creare disagi alla vita privata e famigliare, ma è per questo che si cerca di lavorare molto sulla conciliazione. La strada è sempre quella del confronto, del dialogo, delle proposte e non quella dei gesti assurdi e violenti».
Anche Soccol ha sentito alcuni lavoratori che gli hanno manifestato sdegno per la lettera minatoria. «Tra l'altro», conclude Soccol, «dal sondaggio interno sulla vivibilità non emergono particolari problemi».
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