Losego e De Carlo: le primarie contro i personalismi

BELLUNO. «Ben vengano, a patto che siano improntate alla massima trasparenza». Il Pdl bellunese è entusiasta di fronte alla decisione del coordinamento regionale di dar vita alle primarie del centrodestra veneto.Consultazioni aperte a tutti coloro che, identificandosi nei valori del centrodestra, sono interessati a partecipare alla selezione dei candidati al Parlamento e alla carica di sindaco nelle città medie e grandi. Pochi i requisiti per essere della partita: aver compiuto i 18 anni e aver raccolto un numero esiguo di firme: 100 per i candidati a sindaco e 150 per coloro che aspirano a diventare deputati o senatori.
Recuperare i disillusi. «Ci metteremo subito al lavoro. Il rinnovamento del Pdl e del centrodestra non può più attendere. Ringrazio i vertici del partito e Dario Bond che hanno voluto accelerare i tempi e creare questa opportunità di democrazia». Parole del coordinatore provinciale Stefano Ghezze, che prosegue: «Ben vengano la partecipazione e il rinnovamento, in una fase contrassegnata da un profondo cortocircuito tra cittadini e rappresentanti politici. E sono contento che questo processo di rinnovamento sia stato voluto con forza e passione da un bellunese come Dario Bond, il primo a lanciare l'idea delle primarie regionali».
«Dal canto mio, mi metterò subito al lavoro per fare in modo che i bellunesi di centrodestra recuperino fiducia nei nostri confronti e possano arrivare alle urne consapevoli e convinti della loro scelta. Non sarà un percorso facile, ma alla fine ne usciremo rafforzati soprattutto se punteremo sui contenuti e sulla operatività, lasciando da parte i personalismi».
Losego: passaggio forzato. «Io candidato al Parlamento? Prima di muovermi, dovrò confrontarmi con l’area del Pdl alla quale faccio riferimento. La scelta, infatti, dovrà essere collettiva e non mossa dai soliti personalismi». Mattia Losego (area An), capogruppo del Pdl in consiglio comunale nella passata legislatura, valuta positivamente la scelta del coordinamento regionale di dare vita alle primarie su base provinciale per la selezione dei candidati sindaci e parlamentari: «Bisogna capire come verranno strutturate, ma mi sembra comunque un modo per ripartire. Si tratta di un passaggio quasi obbligato per un’area come la nostra, che deve riprendere contatto con la gente». Ma c’è il pericolo che qualcuno sfrutti questo trampolino per essere visibile o per garantirsi qualche posizione di prestigio all’interno del partito: «Basta personalismi, la politica deve tornare dalla parte della gente».
De Carlo: sì alla partecipazione. Da sempre ha perorato la causa delle primarie. Il sindaco di Calalzo, Luca De Carlo, fu criticato dal leghista Calderoli (era l’agosto del 20011) per il cartello con la scritta “Scegliamoli noi”, affisso all’esterno dell’hotel Ferrovia: non può che essere soddisfatto, quindi, per la decisione del coordinamento regionale: «Lo dico da sempre, questo è il metodo giusto per capire chi veramente pesa sul territorio provinciale. Si tratta di un’apertura che responsabilizza l’elettorato, in un momento dominato dal sentimento di antipolitica. È importante il fatto che questa consultazione sia aperta a tutti coloro che si riconoscono nel centrodestra e non solo a quelli in possesso di tessere di partito. In questo modo lo stesso Michele Carbogno, rimasto fuori per un “tecnicismo” dal coordinamento provinciale, ha la possibilità di rimettersi in gioco per vedere quanto vale. Per me la politica è inclusione e non esclusione. E le primarie vanno in questa direzione».
De Carlo candidato? «Il mio grande obiettivo era arrivare alle primarie per far giocare tutti. Per quel che mi riguarda, devo ancora pensarci, anche perché non vorrei distogliere le energie dal mio mandato da sindaco. Assieme a chi mi ha sempre dato una mano, valuteremo in primo luogo se è giusto che il Cadore abbia un suo candidato, poi se questo debba essere il sottoscritto o un altro giovane. Perché di giovani con la passione della politica e con l’amore per il territorio, in montagna ce ne sono tanti».
Gamba: parlare con la gente. Da tempo non è in sintonia con i vertici provinciali del Pdl. Ma Paolo Gamba non ha abbandonato il partito: «Le primarie sono uno strumento importante, ma solo se dietro ogni candidato dovesse esistere un progetto. Guai se una persona prendesse voti perché è importante o perché ha la faccia simpatica. Serve un’idea forte, costruita attorno a persone trasparenti, pulite e senza scheletri nell’armadio. Se sono disposto a partecipare? Non mi sono mai tirato indietro...». (frasal)
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








