«L’organismo di controllo deve iniziare a lavorare»

BELLUNO. Cosa sta facendo Bim Gsp? Come vanno i debiti? Quali progetti ha la società che gestisce l’acqua pubblica? In passato capire questo ed altro era difficile perfino per i sindaci dei 67 Comuni soci, ma d’ora in poi non ci saranno più scuse, perché è stato creato un organismo di indirizzo e controllo che ha il compito di prendere informazioni tempestive da Bim Gsp e diffonderle. L’organismo è stato formato a luglio, ma l’estate ne ha rinviato l’operatività.
«È venuto il momento di convocarlo», dice il sindaco di Belluno Jacopo Massaro che ne fa parte e che spiega: «Fatto salvo il controllo analogo che spetta comunque ad ogni Comune socio di Bim Gsp, il comitato di indirizzo e controllo serve ad avere una visione in tempo reale di quello che succede in Bim Gsp e a preparare le assemblee dei sindaci, in modo che nessuno arrivi impreparato».
Il nuovo organismo è una realtà snella, formata da sindaci, che si occupano di approfondire i temi per conto di tutti i colleghi. «Entro la prima metà di settembre dobbiamo assolutamente vederci», prosegue Massaro, «perché bisogna parlare di alcune operazioni straordinarie che interessano la società. Penso ad esempio all’alienazione di Energie Comuni a Bim Infrastrutture, o alla cessione del ramo gas alla stessa società, operazione prodromica alla partecipazione alla gara del gas. Poi bisogna parlare della questione degli interessi sui soldi che Bim Gsp deve ai Comuni, interessi che finora la società non ha mai riconosciuto. L’aspetto positivo è che Bim Gsp ha iniziato a pagare, sbloccando la situazione e c’è un cronoprogramma di rientro, ma bisogna comunque prendere delle decisioni».
Tra le altre, c’è anche la questione delle quote di Ascotrade. Di recente il nuovo amministratore unico, Giuseppe Vignato, ha affermato che non appare conveniente mettere sul mercato le quote (11%) detenute da Bim Gsp, perché danno frutti rilevanti: «Le quote Ascotrade saranno oggetto di una riunione», conferma Massaro, «ma i dubbi di Vignato erano già emersi. I Comuni non hanno chiesto la vendita delle quote, ma di verificare la convenienza di un’operazione del genere e bisogna ammettere che in passato non si è mai capito, come si sa pochissimo della cessione del ramo idroelettrico (Energie Comuni) a Bim Infrastrutture. Se si tratta di azioni convenienti si fanno, altrimenti no, ma diventa sempre più importante ottenere risposte alle nostre domande. L’obiettivo dell’organismo di indirizzo e controllo», conclude il sindaco di Belluno, «è proprio quello di portare ai colleghi analisi già approfondite».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








