L’esperto: per i boschi del Comelico il danno è gravissimo

santo stefano di cadore. Marco Casanova Borca, dottore forestale di San Pietro con studio a Santo Stefano di Cadore, è un profonde conoscitore dei boschi del Comelico da lui studiati sia sotto il profilo scientifico, sia sotto il profilo professionale.
Da anni collabora con le Regole del Comelico per le attività di pianificazione forestale e di progettazione per la viabilità silvo pastorale. Cli chiediamo se a distanza di circa due mesi è possibile un primo bilancio dei danni ai boschi del Comelico.
«Su incarico di molte Regole ho fatto vari sopralluoghi nelle zone più colpite. La tempesta di vento ha provocato danni gravissimi specialmente in Val Visdende e nella zona della Digola. Si possono stimare schianti per circa 200. 000 metri cubi di legname. Si tratta però di una stima per difetto che non tiene conto di quanto è stato abbattuto nelle zone più impervie e sulle proprietà dei privati, Quindi siamo ben oltre i 250. 000 metri cubi di schianti».
Dal punto di visto economico quindi qual è il danno per le Regole del Comelico?
«Solo con riferimento alla perdita economica per i mancati tagli, siamo sui 10 milioni di euro. In realtà però la situazione è più complessa perché le operazioni di pulizia del bosco e il recupero degli schianti appaiono difficili e costose. Oltre tutto come accade sempre in queste occasioni l’eccessiva offerta di prodotto sul mercato ha prodotto un drastico calo del prezzo».
Quali le possibili soluzioni?
«È necessario un intervento pubblico che consenta di sostenere le Regole e gli altri proprietari in questa fase difficile. Il rischio è quello di “svendere” anche il legname che potrebbe avere un certo valore e di avere un bilancio in negativo tra le spese per il recupero e i proventi della vendita».
Quali sono i rischi per gli alberi a terra?
«Durante la stagione invernale non vi sono problemi, ma tra la primavera e l’estate l’aumento della temperatura favorisce il proliferare di insetti e parassiti che possono recare danni gravi ai tronchi con ulteriore deprezzamento degli schianti».
A livello più generale quali saranno le conseguenze per i boschi del Comelico?
«Il danno ambientale è gravissimo e si manifesterà per molti e molti anni. Certo potrà essere anche una occasione per riavvicinarsi alle problematiche della montagna e dei suoi boschi, che spesso sono state trascurate. Anche perché» conclude Marco Casanova «questi eventi meteorologici così devastanti sono sempre più frequenti a livello europeo».
Nei giorni scorsi in un incontro a Pieve di Cadore anche Cesare Lasen – componente del comitato scientifico Dolomiti Unesco – ha richiamato l’attenzione sulla necessità di evitare interventi superficiali e frettolosi, invitando ad una indagine completa e approfondita. —
Livio Olivotto
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