L’educazione civica torna nelle scuole Il plauso di Massaro

BELLUNO. Ha accolto con soddisfazione il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, la notizia che è stato reintrodotto nelle scuole l’insegnamento della Educazione civica. «Come Cittadini, e come Sindaci, abbiamo lavorato molto alla raccolta delle firme necessarie a presentare una proposta di legge d’iniziativa popolare sulla materia della educazione alla Cittadinanza nelle scuole» scrive il sindaco Massaro in un post sui social. «Oggi ho ricevuto questa bella notizia: sono state accolte soltanto alcune delle richieste dei sindaci, ma intanto è stato fatto sicuramente un passo avanti sulla strada della costruzione di una Comunità più orientata alla convivenza, ai beni comuni, alla responsabilità e all’impegno in prima persona. Continueremo il nostro impegno per rendere questo provvedimento ancora più aderente alle innovative proposte dei sindaci, che siamo certi interpretino al meglio le esigenze dei nostri concittadini».
Il disegno di legge è stato approvato dal Senato in via definitiva e ha suscitato reazioni molto entusiaste da parte della maggioranza e del governo, un po’ meno da parte della opposizione.
Per un motivo molto semplice: non ci saranno nè ore aggiuntive di scuola, nè insegnanti dedicati a questo, nè soldi. «Resterà tutto come prima con la significativa differenza che le incombenze per scuole e docenti saranno maggiori a causa delle scelte demenziali di questa maggioranza» ha dichiarato Camilla Sgambato, responsabile Scuola Pd.
«Come già sottolineato al momento dell’approvazione del provvedimento alla Camera dei Deputati, temiamo che ben poco cambierà per il futuro dell’educazione civica nella scuola italiana. Il testo approvato in via definitiva al Senato lascia molte speranze disattese e consegna alla nostra scuola una materia non materia». Lo spiega Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva. «La mancata previsione di un monte ore aggiuntivo, l’affidamento della materia ai docenti già previsti nell’organico e senza alcun compenso aggiuntivo nè una adeguata formazione, il numero degli ambiti da affiancare ai saperi costituzionali e istituzionali sono i principali aspetti che, a nostro parere, graveranno sulla efficacia dell’insegnamento». —
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