Le Regole rifanno il look al rifugio del lago d’Ajal

Dopo 60 anni la famiglia Dibona ha lasciato la gestione della struttura L’edificio sarà ampliato, dotato di altre quattro camere e di nuovi servizi

CORTINA. Il rifugio al lago d’Ajal sarà ampliato e rimesso a nuovo. Le Regole hanno approvato il progetto di ristrutturazione e di ampliamento dell’edificio che si trova a quota 1.425 metri e che si specchia nelle limpide acque dell’omonimo laghetto.

Il contratto di concessione con la famiglia Dibona, che ha gestito il rifugio dal 1957, per sessant’anni, è scaduto il 31 dicembre. Ora le Regole, presiedute da Flavio Lancedelli, hanno intenzione di ristrutturare l’edifico, rimetterlo a norma e ampliarlo, con la realizzazione di alcuni volumi interrati ad uso magazzino e locali termici. Il lavoro verrà eseguito a spese delle Regole, su un progetto redatto da Andrea Bernardi. Una volta partiti i lavori, le Regole pubblicheranno un bando per l’affidamento della gestione della struttura ampliata e rinnovata.

Il progetto sarà portato all’attenzione dell’assemblea generale dei consorti regolieri, che si riunirà il prossimo 8 aprile, in quanto l’ampliamento prevede di occupare una porzione dell’antico patrimonio regoliero, vincolato a uso agricolo, pastorale e di selvicoltura.

«La nostra intenzione è di migliorare la struttura», spiega Flavio Lancedelli, «e di adeguarla alle normative vigenti. Ingrandiremo leggermente l’attuale rifugio, non è certo nostra intenzione snaturare lo stabile. Sfrutteremo la parte interrata, alle spalle dell’attuale chalet, per creare una zona da adibire a magazzini, al deposito delle celle frigorifere e a locali termici».

Sarà anche aumentato il numero delle stanze: «Oggi il rifugio aveva una camera con cinque posti letto. Nella parte sopra la sala da pranzo verranno realizzate quattro camere con servizi, che poi il futuro gestore potrà decidere se dedicare ai turisti o al personale».

Il progetto prevede anche un intervento sule reti tecnologiche necessarie all’approvvigionamento dell’acqua potabile e dell’energia elettrica, in quanto il rifugio non è connesso alla distribuzione. Saranno modificati anche gli accessi al rifugio, che può essere raggiunto in auto su strada sterrata, partendo dalla frazione di Campo.

L’attività turistica sul lago d’Ajal risale a oltre un secolo fa. All’epoca vi era una piccola casetta di legno dove i viandanti trovavano un punto ristoro e la possibilità di noleggiare le barche per remare sul lago d’Ajal. Nel 1957 la gestione fu affidata alla famiglia Dibona, che tra il 1959 e il 1960 sistemò il rifugio, realizzando la parte in muratura che è visibile ancora oggi.

Ora le Regole amplieranno la struttura e la rinnoveranno, operazione che spesso hanno portato avanti nelle loro varie strutture sparse per il territorio ampezzano. Numerosi, infatti, sono i rifugi e le malghe che a Cortina sono di proprietà dell’antico ente, tenute sempre in ordine, riqualificate tramite interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Oggi tocca al rifugio d’Ajal, un luogo da sempre apprezzato da turisti e valligiani. Si può raggiungere sia in estate a piedi o in auto, che in inverno con le pelli, le ciaspe o mezzi attrezzati.

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