Le imprese di Milano e Cortina «pronte a fare la nostra parte»

Bonomi e Barbini, i presidenti delle associazioni, intervengono per mettere sul piatto il peso dell’economia virtuosa di due regioni all’avanguardia 

BELLUNO

Il Governo non vuol finanziare? «Siamo pronti a metterci in gioco» si offrono Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda, e Luca Barbini, a capo di Confindustria Belluno Dolomiti. «Siamo pronti a metterci in gioco – spiegano – affinché questa grande manifestazione possa essere un moltiplicatore di attrattività non solo per i nostri territori ma per l’intero Paese».

E siccome la bandiera che “sfilerebbe” non è quella di Lombardia e Veneto, ma dell’Italia. Bonomi e Barbini si dichiarano “sicuri” che il Governo farà comunque la sua parte, «come la faranno le imprese». Le aziende dei territori della “Grande Milano” e di Belluno, preso atto che l’unica candidatura nazionale rimasta per i Giochi invernali, è quella di Lombardia e Veneto, s’impegnano a sostenerla «a una sola voce».

Lombardia e Veneto sono «due regioni virtuose che hanno dimostrato di avere ottime capacità di impresa e investimenti». Due aree che, seppur distanti geograficamente, hanno molto in comune: hanno un forte tessuto manifatturiero di qualità e innovativo (Belluno ha la sua punta d’eccellenza nell’occhialeria mentre Milano coniuga manifatturiero e servizi innovativi propri della knowledge economy); entrambi sono territori ad alta intensità industriale (a Belluno operano ben 7 imprese ogni 100 abitanti, a Milano sono 10 rispetto a una media italiana di 4, 5); tutti e due, infine, sono territori dinamici, tanto che in entrambe le aree il tasso di occupazione sfiora il 70% rispetto a una media italiana di 58%. Ed ecco che i sistemi confindustriali, con la loro iniezione di fiducia, trainano altri mondi, come quello della politica. Per il deputato di Forza Italia Marco Marin, «il Governo deve sostenere anche economicamente la candidatura italiana ad ospitare i Giochi Olimpici invernali del 2026. Sarebbe grave se non lo facesse e sarebbe la prima volta nella storia».

Marin lo ha scritto in un’interrogazione al sottosegretario Giorgetti. «Il Governo, fatta salva la sostenibilità finanziaria dei conti e il rispetto ambientale dei progetti, aveva – afferma Marin – garantito il sostegno economico per le candidature. Cortina e Milano, dopo che Torino si è sfilata dal progetto, hanno presentato una candidatura autorevole e vincente che va sostenuta senza se e senza ma».

Il senatore Antonio De Poli dell’Udc afferma che quella olimpica è per l’economia del Nordest «una partita importante». «Noi siamo convinti che la candidatura Milano-Cortina, se Torino non ci ripensa sul tridente, rimane la candidatura migliore. Pensiamo all’impatto positivo che puo’ avere la sfida delle Olimpiadi sul tessuto economico della nostra regione: è una partita che non possiamo perdere», conclude. —

F.D.M.

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