La Uil boccia la legge di stabilità

BELLUNO. «Siamo davanti ad una manovra totalmente iniqua che non risolve significativamente i problemi dei lavoratori e dei pensionati a cui se va bene riconosceranno una manciata di euro al mese e se va male avranno soltanto qualche centesimo».
Giudizio negativo del segretario della Uil Belluno-Treviso, Carlo Viel sulla nuova legge di stabilità varata dal governo Letta. «Noi aspettiamo dal governo una presa di posizione sul cuneo fiscale perché non è più possibile che per 100 euro in busta paga un’impresa debba sborsare almeno il doppio. Vanno aiutate e detassate le imprese che investono gli utili in occupazione. Da questa manovra non traspare nulla per i lavoratori».
E poi il segretario della Uil rilancia la necessità di razionalizzare le spese della pubblica amministrazione. «Dobbiamo affrontare la riduzione dei costi istituzionali, partendo dal ridimensionamento di Comuni e comunità montane. Non possiamo pensare di avere in Alpago cinque Comuni e una Cm, e anche in alto Agordino, a parte Livinallongo tutte le amministrazioni vanno fuse. Non basta solo l’unione dei servizi, serve unire i Comuni, fonderli. Vanno ridotte drasticamente le consulenze che si sommano all’apparato del pubblico impiego e che sono sempre di nomina politica e non sempre sono legate a requisiti di competenza».
Infine, Viel chiede che vengano tagliate anche le pensioni d’oro che rappresentano un costo di 14 miliardi all’anno per lo Stato quasi un punto di Pil.
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