La procura va in Appello contro l'ex sindaco Masolo

Secondo l'accusa, da dirigente dell’ufficio tecnico avrebbe negato gli atti di un’indagine. Masolo era stato assolto ad aprile

CORTINA. La procura della repubblica ha presentato ricorso in appello contro l’assoluzione di Gianluca Masolo, nel rito abbreviato che lo vedeva accusato di rifiuto d’atti d’ufficio. Masolo, già sindaco di Vodo di Cadore, si è ritrovato sotto accusa nell’ambito di una delle inchieste su Cortina, quella relativa all’ascensore costruito in un edificio in stile Liberty senza le necessarie autorizzazioni, fatto denunciato dal notaio Doria di Padova che a Cortina ha casa. L’ex sindaco, infatti, è il responsabile dell’ufficio tecnico di Cortina e fu coinvolto nell’indagine sull’ascensore in maniera marginale, quando il consulente del procuratore Francesco Saverio Pavone chiamò in municipio per chiedere gli atti relativi a quella costruzione.

Era il 18 febbraio 2014 e Masolo negò al consulente gli atti, affermando che il professionista (l’architetto Verderi di Padova) avrebbe dovuto inviare all’ufficio tecnico una richiesta scritta, che sarebbe stata valutata ed eventualmente evasa, ma senza certezza perché il buon esito della richiesta era a discrezione dell’ufficio.

Una risposta che spiazzò il consulente della procura, costretto a riferire il rifiuto al procuratore, nell’impossibilità di svolgere l’incarico affidatogli.

Masolo fu quindi indagato e mandato a processo, che si è celebrato con il rito abbreviato all’inizio di aprile (avvocati Jenny Fioraso e Barbara Masolo) davanti al giudice Vincenzo Sgubbi. Il dirigente si è difeso affermando innanzitutto di non aver capito chi fosse la persona con cui stava parlando al telefono e in secondo luogo di non aver negato gli atti ma, al contrario, di aver chiesto un elenco preciso via e mail dei documenti chiesti dall’architetto consulente di Pavone.

Il giudice ha ritenuto che mancasse quindi la volontà di ostacolare il lavoro della procura ed ha assolto Masolo “perché il fatto non sussiste”.

Dopo aver letto le motivazioni, il procuratore Pavone ha deciso di presentare ricorso in Appello, contestando puntualmente gli elementi difensivi di Masolo e rilevando come il dirigente si sia comportato in maniera inadeguata, nonostante avesse capito perfettamente con chi stava parlando.

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