La “polveriera” di Selva

Fucili, pistole, dinamite, bombe e materiale esplosivo nella casa dell’uomo arrestato
a SELVA DI CADORE LA POLIZIA SEQUESTRA DELLE ARMI IN CASA DI UGO GRANDO
a SELVA DI CADORE LA POLIZIA SEQUESTRA DELLE ARMI IN CASA DI UGO GRANDO

SELVA DI CADORE. Una polveriera. Una scintilla, un imprevisto e l’abitazione di G.R.Z., 71 anni di Selva di Cadore, sarebbe potuta saltare in aria, con gravi conseguenze anche per le abitazioni contigue. Già, perché il pensionato agordino nascondeva in casa decine di armi belliche e moderne, chili e chili di materiale esplosivo, candelotti di dinamite, detonatori e un’infinità di proiettili. E, cosa incredibile, una buona parte di armi sono artigianali (gli inquirenti dovranno capire chi sia stato a costruirle).

Ai polsi di G.R.Z. sono scattate subito le manette, anche se il giudice per le indagini preliminari ne ha disposto la scarcerazione pochi giorni dopo, al termine dell’interrogatorio per la convalida dell’arresto.

La lettera anonima. Lo scorso fine settimana una lettera anonima è arrivata negli uffici della Polizia di Stato. Con ogni probabilità il mittente era un abitante di Selva di Cadore, preoccupato dopo essere venuto a conoscenza dell’arsenale nascosto nella casa dell’anziano compaesano. Nella lettera (con firma illeggibile) si segnalava, infatti, la presenza di armi e di materiale esplosivo nell’abitazione di G.R.Z., fino a sabato incensurato.

La perquisizione. Sabato mattina è scattata la perquisizione. Gli uomini della Squadra mobile hanno bussato di prima mattina alla porta dell’abitazione di G.R.Z., che, sorpreso dalla “visita”, li ha fatti entrare. Gli inquirenti non pensavano certo di trovarsi di fronte a un simile scenario. Da ogni angolo della casa, da ogni mobile, dalla legnaia, dal pollaio, ovunque spuntavano armi o materiale esplosivo in quantità industriale. Tanto che a un certo punto gli uomini della Mobile hanno posto sotto sequestro l’abitazione, sospendendo la perquisizione. Ricerche che sono riprese lunedì, quando sono arrivati due artificieri dell’aeroporto di Venezia con “Dada” al seguito, un cane di due anni specializzato nella ricerca di esplosivi.

Armi, bombe e polvere da sparo . «Una piccola Santa Barbara». Così gli uomini della Mobile hanno definito i pezzi di artiglieria rinvenuti nell’abitazione dell’uomo. Decine di fucili (alcuni di fabbricazione artigianale, altri con la matricola abrasa), pistole, 3 baionette, 14 ordigni risalenti alla Grande guerra, canne per armi, 23 chili di polvere da sparo, 136 metri di miccia a lenta combustione, decine di silenziatori artigianali, caricatori per mitra, riduttori di calibro, otturatori, una bomba da esercitazione, contenitori di esplosivo utilizzati per il lancio di proiettili di grandi dimensioni, oltre trecento detonatori, 7 candelotti di dinamite, 11 chili di materiale esplosivo, 2 scacciacani, trappole esplosive per volpi 30-40mila proiettili e una noccoliera. Tutti nascosti o conservati in ogni angolo della casa.

Artificieri all’opera. Come detto, è stato necessario l’intervento di due artificieri per far sì che le operazioni di recupero del materiale avvenissero in sicurezza, anche perché i ritrovamenti di ordigni e armi sembravano non avere fine. Gli specialisti hanno provveduto a far brillare otto chili di materiale esplosivo “non trasportabile”, perché conservato in condizioni a dir poco pessime. Per l’operazione è stata utilizzata un’area sicura a qualche centinaio di metri dall’abitazione dell’anziano.

L’arresto. Nonostante l’età dell’uomo e la sua fedina penale pulita, gli agenti della Squadra mobile della polizia di stato non hanno potuto esimersi dall’arrestare il proprietario di casa, scarcerato nei giorni scorsi dopo l’interrogatorio per la convalida del fermo da parte del giudice per le indagini preliminari.

Un appassionato di armi. L’uomo, che vive solo nella sua abitazione di Selva di Cadore, viene descritto da tutti come un tipo tranquillo e taciturno. In molti in paese sapevano di questa sua passione, ma nessuno poteva certo immaginare che quella casa potesse nascondere un vero e proprio arsenale bellico. Chi è andato a trovarlo, lo descrive molto provato da quanto accaduto. Forse neppure lui aveva mai pensato che la sua passione per il materiale bellico e per gli esplosivi avrebbe potuto metterlo in un simile pasticcio.

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