«La mia giornata insieme agli ispettori»

La titolare del “Trifoglio” racconta un’esperienza che avrebbe preferito fare «in tutt’altro periodo dell’anno»

CORTINA. Non si placano le polemiche in merito al blitz dell'Agenzia delle Entrate che, il 30 dicembre, nel clou della stagione turistica invernale, ha inviato a Cortina 80 ispettori.

Negozi, alberghi, bar, pizzerie, ristoranti con sede legale a Cortina sono stati passati praticamente al setaccio.

Controlli anche per le auto di lusso parcheggiate in centro. A coppie di due, i funzionari sono andati dai vari commercianti; e sono stati nei loro negozi o locali anche per tutta la giornata, a verificare l'emissione degli scontrini fiscali e a chiedere informazioni e documentazioni relative al bilancio economico delle singole attività, alle assunzioni del personale, agli studi di settore e ad indagare sulle attività degli esercenti stessi.

La notizia da Cortina ha presto fatto il giro dell'Italia; sulla vicenda è intervenuto anche il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchito, che in una nota ha definito l'operazione «del tutto inaccettabile e chiaramente ispirata a una confezione ideologica del controllo fiscale. Coloro che sovrintendono alla lotta all'evasione fiscale, e quindi tra essi in primo luogo il dottor Befera, devono anche avere la consapevolezza che operazioni come quelle fatte a Cortina con controlli a tappeto rispetto a tutta un'area perché presumibilmente popolata in queste vacanze da ricchi sono del tutto inaccettabili».

La vicenda è complessa. E, a livello nazionale, sono molti i quotidiani che trattano la maxi operazione collegandola al duplice ruolo di Befera: direttore nazionale dell'Agenzia delle Entrate e presidente di Equitalia in questi giorni nel mirino di attacchi su due sedi.

Ma come è stata la giornata dei commercianti tenuti sott'occhio dagli ispettori?

«Da me sono stati in negozio dalla mattina alla sera», spiega Rita Salvestroni, del “Trifoglio”, «sono usciti con me durante la pausa pranzo, mi hanno controllato anche durante la chiusura, e poi sono rientrati con me. Sono stati molto cortesi, per nulla invadenti. Ma hanno scelto una giornata sbagliata, nella quale generalmente si lavora tanto e quindi sarebbe stato più opportuno lasciarci tranquilli. Io ero agitata, non è da tutti i giorni avere un'ispezione così lunga in negozio. I funzionari hanno assistito all'emissione degli scontrini, controllato il fondo cassa iniziale, chiesto documenti inerenti il personale e i bilanci che ho fatto dare dal mio commercialista; poi, a sera, hanno voluto copia del totale degli scontrini, dei corrispettivi e se ne sono andati quando ho chiuso. Io per fortuna, o purtroppo..., avevo battuto più scontrini il 30 dicembre 2010; quindi non ho avuto nessun problema. Ma l'operazione ha lasciato perplessi. I commercianti sono stati i più colpiti. Mi stupisco che l'Ascom non sia intervenuta con una nota come ha fatto l'associazione albergatori. Approvo in toto quanto ha dichiarato Gherardo Manaigo: così si rischia di fare piaceri ad altri e di mandare i turisti in ferie altrove».

Smentita invece la voce «infondata» che vedeva l'opposizione della Finanza all'operazione. In una nota la Gdf bellunese «sottolinea che nell’area territoriale di competenza sono costantemente in atto proficue sinergie operative tra il Corpo e l’Agenzia delle Entrate, in perfetta unità di intenti e massimo coordinamento, in quanto Istituzioni impegnate, nell’ambito delle relative attribuzioni e competenze, nel contrasto ai fenomeni di evasione ed elusione fiscale».

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