La flessione del margine operativo meno netta di quella dei fatturati

Ebitda/ricavi 2020 nella refrigerazione e nella lavorazione metalli in linea con i valori dell’anno prima
Francesco Ambrosini* Federico Longhin*

Francesco Ambrosini*

Federico Longhin*

Le aziende nella Top100 della provincia bellunese hanno sofferto fortemente la crisi pandemica nell’anno fiscale 2020, con severità diversa a seconda del loro settore. È stato un anno particolarmente complicato per il settore dell’occhialeria, che ha fatto registrare un segno negativo sui ricavi di tutte le aziende presenti in classifica. Per più della metà di esse, la diminuzione in fatturato rispetto al 2019 ha superato il 25%.

Questo andamento rispecchia la duplice natura del business dell’occhiale: da un lato la produzione di un dispositivo medico che in quanto essenziale ha potuto continuare ad operare anche in alcuni dei mesi più bui della pandemia; dall’altro un settore che ha subito notevolmente la scarsa mobilità internazionale e il freno alle esportazioni.

Altrettanto grigio si presenta l’andamento del fatturato per il settore della metallurgia e della lavorazione del metallo che, come in altre zone geografiche italiane, ha assistito ad un calo nelle vendite diffuso alla quasi totalità dei suoi attori. Il 75% delle imprese presenti in Top100 appartenenti a tali categorie merceologiche ha diminuito i suoi ricavi rispetto all’anno precedente. Tra le ragioni va certamente citato il blocco totale alla produzione del mese di marzo che ha colpito buona parte degli operatori nel ramo.

Il settore della refrigerazione ha subito una contrazione delle vendite meno severa nel complesso, perdendo solo lo 0.4% dei ricavi complessivi. Tale dato è attenuato principalmente dalla performance dei due player più grandi che, aumentando il loro volume d’affari, hanno registrato un trend inverso tenendo a galla l’intero comparto.

D’altro canto, l’agroalimentare ha goduto di una certa stabilità nell’anno 2020 in termini di fatturato grazie al suo carattere di essenzialità. Escludendo un'unica impresa di dimensione ragguardevole che ha subito un forte rallentamento, la flessione nelle vendite si è limitata allo 0,7% rispetto all’anno precedente.

Estendendo l’analisi a tutte le aziende della provincia bellunese sopra il milione di fatturato, le considerazioni rimangono invariate: l’occhialeria e la metallurgia hanno perso percentuali considerevoli di fatturato per qualsiasi classe dimensionale, mentre la refrigerazione e l’alimentazione sono riuscite a contenere le perdite.

L’eterogeneità nell’andamento settoriale non è particolarmente marcata in termini di redditività, misurata dall’indicatore Ebitda/Ricavi. Il trend che accomuna tutti i principali settori della provincia è il calo meno vertiginoso del margine operativo rispetto alle vendite, mantenendo o perfino migliorando l’indice. Le imprese della refrigerazione e del metallo risultano stabili, con valori dell’indice in linea con il 2019 e con le annate precedenti; per quanto riguarda le aziende attive nell’alimentare e nell’occhialeria, assistiamo ad una leggera flessione nella redditività media delle aziende in classifica, ma guardando all’insieme di tutte le aziende dei rispettivi settori, il valore risulta leggermente in crescita rispetto all’anno fiscale precedente.

Ad ogni modo, la presenza di un maggior numero di bilanci in perdita rispetto al 2019 ha fatto sì che l’onere fiscale, misurato dall’indicatore Imposte/Utile ante Imposte, sia crollato in tutti i settori presi in considerazione.

Osservando i cambiamenti nell’indebitamento delle aziende, misurato come Posizione finanziaria netta (Pfn) su Ebitda, la situazione migliora. Particolarmente solide risultano le imprese nel settore della metallurgia e della lavorazione di prodotti in metallo, dove il 55% delle aziende in classifica e il 75% delle aziende della provincia mostrano una Pfn negativa, ovvero con una liquidità superiore all’esposizione debitoria.

L’indice Pfn/Ebitda per queste classi merceologiche passa da 1,0 (2019) a 0,1 (2020), mostrando un considerevole miglioramento. Si rafforza la già ottima solvibilità delle aziende dell’occhiale, con un indice che passa da -0,2 (2019) a –0,3 (2020), escludendo le due aziende agli estremi di questo indice per valori anomali. Stabile l’andamento nella refrigerazione, dove si segnala il leggero miglioramento le aziende più indebitate, il cui rapporto Pfn/Ebitda passa da 4,4 (2019) a 4,1(2020) per il 25% delle aziende meno solvibili. L’unico settore in controtendenza è l’agroalimentare, che ha aumentato la propria esposizione debitoria rispetto ad un margine operativo lordo rimasto, come già detto, piuttosto costante. Osservando le aziende della provincia sopra il milione di fatturato, si nota come questo maggiore indebitamento riguardi principalmente le imprese più grandi, ovvero quelle presenti in Top100, con un aumento del rapporto tra Pfn/Ebitda dal 6,2 (2019) al 6,9 (2020). Al contrario, le aziende dell’alimentare che già nel 2019 erano meno indebitate, hanno alleggerito ulteriormente la loro posizione debitoria con un valore mediano che passa da 3,4 (2019) a 0,4 (2020).

Si conclude l’analisi settoriale guardando brevemente e con una certa diffidenza al dato dei ricavi/dipendente, dato che esso risulta alterato nel suo significato dai decreti approvati per tutelare l’occupazione. Per ogni settore e per ogni classe dimensionale l’indice in questione si riduce, con una media complessiva del 12%. Il calo maggiore è avvenuto per i settori dell’occhiale e del metallo, dato che al calare dei ricavi non è corrisposta la conseguente diminuzione della forza lavoro.—

*Dipartimento di Scienze

economiche e aziendali

Università di Padova





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