«La città ha voglia di cambiare passo»

Michele Balen è il collante di tre liste: «Vanno creati posti di lavoro per evitare che i giovani debbano andarsene»
Di Raffaele Scottini

FELTRE. Il centrodestra riparte da Michele Balen, feltrino che arriva dal municipio di Cesiomaggiore per lanciare la sfida elettorale con la coalizione unita come non lo era stata cinque anni fa. C’è anche la Lega Nord (che nel 2012 aveva corso da sola) insieme a due liste civiche di sostegno.

Si sente pronto al salto da Cesio a un Comune più grande?

«Sono reduce da un’esperienza di dieci anni a Cesiomaggiore, prima come assessore e poi come sindaco, e ho anche un’esperienza amministrativa come vicepresidente dell'Unione montana feltrina. Sono esperienze importanti perché per poter amministrare Feltre occorre avere una visione d’insieme: della città con le sue frazioni e di tutto il territorio. Questa esperienza del territorio e questa visione d’insieme mi consentiranno di costruire un futuro migliore per i cittadini di Feltre e io credo per tutta la vallata».

È stato difficile mettere insieme le diverse anime della coalizione?

«Questa coalizione nasce da una spinta civica della città e delle sue frazioni, dal desiderio che hanno tanti cittadini di far cambiare passo a una città che vedono ferma, prigioniera di una visione ideologica della realtà. No, non è stato difficile mettere insieme la coalizione perché questa squadra, che si è aggregata attorno al mio nome, è nata da una sensibilità del territorio, da un desiderio non di un semplice cambiamento, ma di una vera crescita».

Quali sono le priorità del programma?

«Dobbiamo creare nuovi posti di lavoro cercando di dimezzare il livello di disoccupazione se vogliamo che i giovani non scappino. Vogliamo istituire un assessorato specifico che sappia creare una rete di portatori di interesse, anche a livello territoriale, che sappia definire le strategie efficaci volte a conseguire una riduzione del tasso di disoccupazione dei cittadini residenti e a rilanciare il sistema economico locale. Vogliamo creare un fondo di rotazione che vada a finanziare le idee innovative, in particolare dei giovani. A proposito di giovani, vogliamo rilanciare l’alleanza con la scuola, vero motore verso il futuro. Tra gli istituti di eccellenza, è da sottolineare l’importanza strategica che ha l'Agraria, vero punto di riferimento formativo di valenza sovra-provinciale. Importante è anche ridare respiro alla viabilità interna. E far sì che Feltre ritorni ordinata, sicura, attrattiva. Per questo garantiremo un approccio serio e determinato rispetto al problema del decoro urbano e della sicurezza e sul tema dei migranti e dei nomadi. La città con noi non avrà spazi di incontrollabilità».

Ci sono sei candidati, mai così tanti, con personalità molto diverse, quale potrebbe essere il punto debole degli altri e il suo punto punto di forza?

«Credo che la squadra che mi sostiene sia una compagine che ha tutte le carte in regola per governare bene Feltre per i prossimi cinque anni. E anche di più. Io porto con me l’esperienza di decenni di impegno e di volontariato civico nel mondo della cultura e non soltanto, e di dieci anni di amministrazione pubblica nel territorio».

Lo slogan della sua campagna è improntato sul cambiamento, come si immagina Feltre fra cinque anni se sarà lei sindaco?

«Come la “città delle possibilità”: una città viva e ordinata, in grado di cogliere e anticipare le tendenze economiche e culturali del momento, di dare nuove opportunità ai suoi cittadini e a quelli dell’intera vallata. Feltre deve essere la città della possibilità per le imprese, alleate e non nemiche dell’amministrazione; per le famiglie e i giovani che devono tornare ad abitare e frequentare il centro e rendere vivaci le frazioni; per i turisti, ai quali dobbiamo presentare al meglio le grandi ricchezze, artistiche, storiche, paesaggistiche, che abbiamo».

Approva la linea tenuta finora nella gestione dei fondi di confine, l’unica partita di grossi finanziamenti a disposizione in questo momento? Su quale versante intende più utile indirizzare questi soldi?

«Ritengo che vi siano opportunità e priorità diverse rispetto all’impiego del Fcc, io ho la priorità del rilancio economico della città in collegamento con il mondo economico. Mi farò promotore in accordo con l'Unione Montana di costituire un polo operativo di area sovracomunale che operi sui grandi progetti strategici d'insieme, anche riorganizzando in questo senso il personale più adatto al compito. Le risorse a disposizione devono essere investite sulle imprese: dalla crisi si esce non con le misure assistenziali ma favorendo chi fa impresa e, con essa, crea posti di lavoro, reddito».

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