Invensys, prorogata la cassa in deroga

BELLUNO. Prorogata per altri due mesi (fino al 10 agosto) la cassa in deroga all’Invensys, per dare tempo all’azienda di stilare il definitivo piano aziendale per il rilancio dello stabilimento. Piano che dovrà essere fatto coinvolgendo anche i lavoratori, tramite i sindacati e le Rsu.
Queste le richieste presentate ieri al tavolo in prefettura dall'assessore regionale al lavoro Elena Donazzan, che ha voluto presenziare al vertice. «La Regione, insieme con la Prefettura, monitorerà l'andamento della vicenda. Il prossimo incontro sarà tra una quindicina di giorni», ha detto Donazzan uscendo dal summit e parlando coi lavoratori.
Il piano. I rappresentanti del gruppo americano hanno presentato la bozza del piano industriale, che prevede a oggi la cessione di un ramo di azienda e il rientro in Italia di altre produzioni ora all’estero. Una manovra che potrebbe aumentare l'attività dello stabilimento bellunese.
La protesta. Ieri mattina i lavoratori hanno scioperato tre ore, dalle 8.30 alle 11.30, per poter essere presenti, in piazza Duomo, a questo vertice. Hanno aspettato in parte in silenzio, in parte facendosi sentire con fischietti e vuvusela. Ma i fischi si sono alzati alla notizia dell’ulteriore proroga della cassa. «È un'agonia», hanno sbottato gli operai, che hanno atteso per più di due ore sotto il sole l'esito dell’incontro. E durante l’attesa è arrivato a salutare anche il sindaco Jacopo Massaro che ha ribadito il suo supporto. «Quello che potrò fare, lo farò, dobbiamo trovare una via d'uscita. Ho già parlato col Prefetto, ma dobbiamo lavorare tutti insieme», ha dichiarato.
Lavoratori delusi, quindi: la speranza che da questo incontro in prefettura potessero emergere soluzioni positive e definitive, è risultata vana.
I sindacati. «Abbiamo ottenuto la disponibilità della Regione a monitorare la situazione col prefetto», precisa il segretario della Uilm, Paolo Da Lan. «I due mesi ulteriori richiesti serviranno all'azienda per redigere il piano industriale coinvolgendo i lavoratori, anche se la richiesta è di giungere a un rilancio con esuberi zero, come ha ribadito lo stesso prefetto», dice anche Luca Zuccolotto, segretario della Fiom Cgil. «L’azienda si impegna a mantenere qui l'occupazione e a fare un percorso condiviso coi sindacati», continua Da Lan. «Bisogna partire con lo studio degli ammortizzatori sociali idonei e gestire il lavoro che potrebbe rientrare in Italia».
Le Rsu. Si dicono poco contente anche le Rsu. «Avremmo auspicato una risposta più concreta e che non si tenessero i lavoratori sulle spine per altri due mesi, anche perché la proroga fino al 10 agosto della cassa in deroga scade con l'inizio delle ferie estive», ha precisato Valentino De Bona della Rsu. Per lui questo è «un periodo troppo lungo per garantire la pace sociale all'interno dello stabilimento», ha proseguito, evidenziando come i lavoratori siano stanchi di attendere notizie sul loro futuro: «Potrebbero anche decidere di dare vita a proteste. Il timore è che, in questi ulteriori due mesi, l'azienda intenda finire le commesse per poi chiudere».
Insomma le preoccupazioni dei lavoratori, anche al termine delle assemblee sindacali seguite al summit (molti hanno disertato per protesta quelle organizzate dall’azienda), restano tutte, come ha sottolineato Alessandro Da Rugna della Fiom Cgil. «I dipendenti speravano che con l'incontro di ieri si potesse giungere a una definizione dell'assetto produttivo e si precisasse il loro futuro». «La situazione è logorante, anche perché si attende da anni il piano, ma ancora si continua a procedere di mese in mese, senza grossi passi in avanti», dice Bruno Deola della Fim Cisl che aggiunge: «La tensione tra i dipendenti è molto alta e non si esclude che si decidano eventuali iniziative di sciopero»
Comunque, dalla settimana prossima le Rsu si faranno parte attiva nelle attività aziendali per evitare che ci siano ordini “anomali” che possano tradire intenzioni diverse da parte del gruppo americano rispetto a quanto detto al tavolo. «Passati i due mesi, l'azienda dovrà fare chiarezza sul piano perché non ci siano esuberi».
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