«Insostenibile una centrale sullo Stien»

Il Comune prepara l’opposizione ai due progetti per la valle di San Martino e confida nel no della soprintendenza
Il nuovo consiglio comunale di feltre
Il nuovo consiglio comunale di feltre

FELTRE. Tubi larghi settanta centimetri e lunghi due chilometri. Edifici quadrati, dodici metri per dodici nel peggiore dei casi, otto per otto nel migliore. Saranno anche piccole centrali idroelettriche, quelle che la Brefin Group di Treviso e la EnBlu di San Bonifacio vogliono costruire nella valle di San Martino, prendendo l’acqua dal torrente Stien. Ma il loro impatto minaccia di alterare in modo irreparabile gli straordinari equilibri dell’area, che è pregiata e non solo perché vicinissima al parco e detentrice dell’etichetta di “sito Natura 2000”. Per questi e altri motivi, il Comune di Feltre si prepara a una battaglia tenace contro il tentativo di costruire un altro impianto a pochi metri - quattrocento circa - dalle opere di presa della centrale Enel di Arson.

Come un buon generale che prepara la strategia, l’assessore all’ambiente Valter Bonan è andato a studiare il terreno. Sabato ha messo gli scarponi e da Vignui è risalito fino alla valle di San Martino, in mano i dettagli tecnici dei due progetti candidati a ottenere la concessione per lo sfruttamento dello Stien. A sera, quando è tornato, era ancora più convinto di doverle tentare tutte per fermare l’iniziativa, cercando un’alleanza con la soprintendenza in nome della difesa di un’oasi di rara bellezza.

«Conosco quella valle, ma ogni volta ho la sensazione che si tratti di un luogo straordinario, anche perché poco conosciuto», dice l’assessore. «Siamo in presenza di una zona ad alta naturalità ed evidente qualità ambientale, peraltro riconosciute. Ma c’è anche un interesse paesaggistico che il Comune aveva evidenziato sotto il profilo urbanistico e che ora, speriamo, la soprintendenza riconoscerà una volta in più quando sarà chiamata a esprimersi su queste centraline». Che sono piccole, come si è detto, ma non proprio invisibili e leggere. Quella della Brefin prevede un’opera di presa a quota 525 metri per catturare non più di 5 litri al secondo (in media 1,73) e poi sfruttare un salto di 129,98 metri a favore di un impianto da 220,59 kw (1.606 megawatt all’anno) e con restituzione delle acque a 392 metri. La centrale si mostrerebbe con un edificio di dodici metri per dodici. Il progetto di EnBlu prevede invece la captazione dell’acqua a quota 522 metri per un prelievo massimo di 6,15 litri al secondo e medio di 1,34, per sfruttare un salto di 125,65 metri e produrre 165,17 Kw (1.194 mw all’anno) con restituzione d'acqua al torrente sempre a quota 392 metri. L’edificio sarebbe di otto metri per otto. «In entrambi i casi ci sarebbe un impatto notevole», è convinto Bonan. «Intanto perché siamo ai confini del parco, dunque in un territorio che dovrebbe essere rispettato. In secondo luogo perché entrambi i progetti prevedono due chilometri di condotte larghe 70 centimetri, interrate in parte anche lungo la strada comunale, e su questa collocazione avremmo qualcosa da dire. E poi c’è da tenere conto dell’acqua. Nei progetti si fa riferimento ad una portata annua di 838 litri al secondo, calcolata però negli anni ’60. Tra l’altro da quella cifra bisogna togliere i 50 litri che finiscono nella rete dell’acquedotto e i 400 che l’Enel preleva - o può prelevare - a Sas Bregà, più a monte, per la centrale di Arson, che insiste nello stesso sistema fluviale. Si scende dunque a 388 litri al secondo. Considerando le oscillazioni, sempre più marcate, rischiamo di prosciugare l’alveo del corso d’acqua e di comprometterne la naturalità». Di tutte queste ragioni Bonan promette di farsi interprete subito, già da martedì prossimo quando si terrà il sopralluogo nell’area per la valutazione dei due progetti. «Non è quella la sede per presentare osservazioni», precisa l’assessore, «ma di sicuro faremo in modo di segnalare la nostra contrarietà, così che i due proponenti conoscano la situazione. Poi informeremo i cittadini proprietari dei terreni perché non siano sorpresi dagli espropri». È l’inizio della battaglia.(cric)

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