Inizia il conto alla rovescia per le elezioni provinciali

Manca un mese al voto ma la composizione della lista unica è in alto mare L’Agordino punterebbe a due consiglieri scelti tra Grones, Tormen e Zanvit

BELLUNO. Un puzzle sempre più complesso che deve tenere conto della composizione politica, geografica e di genere della politica bellunese. Ma il tempo stringe: sono giorni caldi per il futuro dell’ente provinciale che tra un mese esatto vedrà le elezioni per nominare il nuovo presidente. Il gruppo di dieci “saggi”, cioè i sindaci incaricati di stilare un programma di governo e di trovare una sintesi sulle candidature, hanno ormai definito i punti programmatici e i criteri di rappresentanza territoriale. È aperta la partita sui nomi. Cruciali gli incontri che si sono susseguiti in questi giorni nelle terre alte, le stesse che hanno chiesto a gran voce di non essere dimenticate nella composizione della lista unica che i sindaci puntano a costruire.

Altrettanto decisiva la riunione dei “saggi” prevista per oggi in cui si potrebbe cominciare a parlare di nomi. Non che in questi mesi non se ne sia fatto cenno: ma in molti attendono che la discussione sul presidente si sposti ufficialmente sui nomi. In pole position restano Vania Malacarne, sindaco di Lamon, e Alessandra Buzzo, Santo Stefano di Cadore. Ma bisogna pensare anche alla presidenza del Consorzio Bim, attualmente governato dal sindaco di Lozzo di Cadore Mario Manfreda la cui rielezione non avrebbe ostative da un punto di vista formale.

Ma insieme ai presidenti bisognerà decidere anche la composizione della lista dei consiglieri provinciali: 10 eletti tra sindaci e consiglieri che avranno, di fatto, un ruolo da assessori. E qui il rebus si complica. Al momento l’unica certezza è la proposta che il gruppo di lavoro farà ai sindaci martedì: una divisione equa, al 50%, tra i due Gal che dividono la provincia tra parte alta e parte bassa. Ogni Gal avrà libertà al suo interno di decidere come distribuire i suoi rappresentanti. Un’ipotetica lista potrebbe assegnare due consiglieri al Cadore e due all’Agordino, uno allo zoldano-longaronese, uno a Belluno, uno a Feltre, uno all’Alpago, uno all’Unione Montana feltrina e uno alla Valbelluna. Tenendo conto, ovviamente, della provenienza geografica del presidente.

L’Agordino avrebbe già avanzato alcune proposte: Leandro Grones, sindaco di Livinallongo, al quale potrebbe venire assegnata la delega alla caccia (ipotesi per nulla gradita all’Osservatorio sulla caccia Cerruti), e per la parte bassa Silvia Tormen (Taibon) e Bruno Zanvit (Voltago). In Valbelluna si parla dei sindaci di Mel (Stefano Cesa) e San Gregorio (Nicola Vieceli) o del giovane consigliere (e Giovane Democratico) Lillo Trinceri di Trichiana. Fioccano le ipotesi anche nel Comune di Belluno, dove la carica di consigliere andrà con tutta probabilità ad un consigliere comunale. Il nome, e con quale criterio sceglierlo, saranno le materie di dibattito dei prossimi giorni.

Valentina Voi

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