Influenza suina, primo decesso a Belluno

La vittima è una donna di 78 anni di Sedico, era stata ricoverata nel reparto malattie infettive del San Martino il 16 gennaio
Di Marco Ceci
ospedale san martino
ospedale san martino

BELLUNO. È una donna di 78 anni, residente a Sedico, la prima vittima dell’influenza “suina” registrata all’ospedale di Belluno. Il secondo caso in provincia dopo la morte, lo scorso 14 gennaio, di una sessantenne, anche lei di Sedico, al Santa Maria del Prato di Feltre.

Il decesso è sopraggiunto mercoledì sera nel reparto malattie infettive del San Martino, dove la donna era stata ricoverata lo scorso 16 gennaio dopo che le analisi effettuate sul paziente avevano evidenziato come lo stesso avesse contratto il virus dell’influenza H1N1.

«Le condizioni della signora erano purtroppo gravi sin dal momento del ricovero», ha spiegato il primario del reparto malattie infettive dell’ospedale di Belluno, Ermenegildo Francavilla. «Attraverso periodi di stazionarietà si è giunti, nonostante la terapie, a un progressivo peggioramento, culminato purtroppo con il decesso avvenuto mercoledì sera, a distanza di due settimane dal ricovero».

Virus N1H1 che si è rivelato un’aggravante clinica fatale «su una paziente che non era vaccinata. Nel caso specifico, poi, sulla cattiva evoluzione della malattia hanno contribuito in maniera determinante le patologie preesistenti. Il decesso è infatti sopraggiunto per le complicanze legate a un quadro massivo di polmonite bilaterale».

Decesso che, sempre secondo Francavilla, deve servire da monito, affinchè si comprenda la reale portata «di questa epidemia. Nel 2015 si è avuto, soprattutto nei primi giorni di gennaio, un numero di casi influenzali di quattro volte superiore rispetto alla media registrata negli ultimi anni. Un’impennata, tra vari motivi, dovuta anche alla ridotta pratica vaccinale: i vaccini sono utili, questo è un dato certo. L’ideale sarebbe farli prima che arrivi l’ondata influenzale, ma anche vaccinarsi a epidemia avviata è una buona prassi, soprattutto ora perchè il periodo di massima espressività dell’epidemia non si è ancora esaurito. Nonostante i dati lascino intendere che ci sia un brusco rallentamento dei casi non possiamo escludere l’arrivo di un nuovo incremento. Restando in ambito di prevenzione, poi, valgono sempre le normali, basilari regole igieniche: quando si hanno dei sintomi cercare di evitare gli ambienti affollati. Serve educazione sanitaria, insomma, a cominciare dal vaccinarsi e lavarsi spesso le mani».

Ospedale San Martino dove, al momento, risultano ricoverati ancora due pazienti che hanno contratto il virus H1N1. Entrambi uomini: uno è monitorato nel reparto di rianimazione, l’altro in pneumologia. Nei giorni scorsi, infatti, altri tre pazienti (due donne e un uomo) sono stati giudicati guariti e, quindi, dimessi.

Otto, invece, i pazienti ricoverati all’ospedale di Feltre per complicanze correlate all’influenza. Sette di loro hanno contratto il virus H1N1, tre sono ricoverati in rianimazione per l’aggravarsi delle condizioni di salute.

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