«In stazione la quarta piazza della città»
L’assessore Franco Frison guarda al futuro: «Entriamo nel vivo delle progettazioni del piano di rigenerazione urbana»

BELLUNO. Un progetto che, una volta realizzato, avrà ricadute positive non solo per la città capoluogo, ma per tutto il territorio provinciale.
Lo hanno ribadito più volte i relatori intervenuti ieri mattina, nell’aula magna dell’Iti Segato-Brustolon, alla cerimonia di premiazione del progetto vincitore del concorso indetto dalla Fondazione Architettura Belluno Dolomiti e dal Comune per la riqualificazione del piazzale della stazione.
Che è punto baricentrico di buona parte del sistema del trasporto bellunese, trattandosi del luogo in cui confluiscono utenti, soprattutto studenti, da tutta la provincia.
Il piano progettuale vincitore porta la firma di due giovani architetti, Emanuele Colombo e Paolo Molteni dello studio “Colombo / Molteni Larchs architettura” di Como che, oltre a una somma di 15 mila euro, si vedrà aggiudicare le fasi di progettazione definitiva ed esecutiva e la direzione dei lavori. Ai progettisti è stato chiesto di lavorare anche sul riordino di via Carducci, via Dante e l’area del Metropolis. Gli interventi, al momento, interesseranno il solo piazzale e costeranno 610 mila euro, di cui 200 mila messi da Dolomitibus.
«La stazione diventerà la quarta piazza della città», ha evidenziato l’assessore all’urbanistica, Franco Frison, che ha aggiunto: «Oggi è una giornata importante, perché si chiude la fase concorsuale ed entriamo nel vivo delle progettazioni del grande piano di rigenerazione urbana per il quale il sindaco, lunedì a Roma, firmerà la convenzione con la presidenza del Consiglio dei ministri».
«Sul tavolo per il capoluogo ci sono 35 milioni di euro di investimenti: 18 milioni arriveranno da Roma e gli altri saranno stanziati da diversi enti, tra cui il Comune», ha ricordato il sindaco, Jacopo Massaro. «Il progetto per la stazione rappresenta un tassello fondamentale all’interno del piano complessivo, il cui obiettivo è fare scelte strategiche, guardando a come sarà la città tra 20-30 anni».
Ma come diventerà la nuova stazione del capoluogo? Lo hanno spiegato ieri mattina gli stessi progettisti, Colombo e Molteni. I due giovani architetti (classe 1983 e 1980) hanno sottolineato i punti di forza della loro idea: la riscoperta dell’architettura nobile del palazzo della stazione e del suo rapporto con la città; la ricerca di un equilibrio tra piazzale e piazza; la ricollocazione dei bus sopra il parcheggio Metropolis, con la creazione di un anello viabilistico per una maggiore sicurezza di mezzi e pedoni. Ma anche la realizzazione di uno spazio di deflusso per gli studenti e la sistemazione del sistema ciclabile, ora interrotto. Il progetto potrebbe prevedere anche la realizzazione di pensiline coperte nell’area bus, di un viale alberato tra le due scuole con un ingresso diretto sul piazzale, di un ostello.
«Il concetto da cui siamo partiti è la creazione di uno spazio pubblico contemporaneo, che sia più fruibile e sicuro, consentendo l’intermodalità», hanno spiegato i due architetti. «L’edificio della stazione è importante, ma oscurato dal traffico». «Il concorso per la stazione del capoluogo si è svolto in modo positivamente anomalo. Quasi un “concorso ideale” che, a differenza di quel che accade spesso, farà sì che il progetto non rimanga sulla carta», hanno detto Francesca Bogo, alla guida della Fondazione Architettura, e Daniele Pini, presidente della giuria. «Il piano vincitore è di elevata qualità ed è frutto di un percorso condiviso, che ha visto partecipe pure la cittadinanza».
Oltre a quello di Colombo e Molteni sono stati premiati anche gli altri quattro progetti selezionati tra i 35 totali: secondo classificato il team guidato da Marco Bozzetto di Resana; al terzo posto il gruppo di Elisa De Bridda di Mel; al quarto quello di Massimo Triches di Belluno e al quinto il progetto di Michele Moreno di Milano. Tutte le tavole sono esposte all’Iti Segato.
Argomenti:progetto stazione
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