In passerella l’epopea del salto con gli sci

Cibiana. Presentato il libro di Da Col che ricorda chi trasformò «il problema neve in risorsa neve»

CIBIANA. Un libro che racconta il passato ma che guarda al futuro. Perché la montagna e la neve, da problemi possono essere trasformati in risorsa. E’ questo uno dei messaggi contenuti nel libro di Osvaldo Da Col “Quei ragazzi nati sotto I spighe de Roan”, pubblicazione a cura di Grafica Sanvitese. In 200 pagine e oltre 250 fotografie si racconta l’epopea del salto con gli sci: per due decenni (anni ’50 e ’60), infatti, Cibiana è stato uno dei grandi centri italiani della specialità, sfornando atleti che costituivano l’ossatura della nazionale e che in campo internazionale ottenevano risultati fenomenali. Domenica pomeriggio, al Taulà dei Bos, la presentazione ha fatto il tutto esaurito. Ai piedi del Rite sono arrivati in tanti, campioni del salto e non solo: da quel Nilo Zandanel che nel 1964 stabilì il record mondiale saltando 144 metri, ad Agostino De Zordo, da Dino De Zordo a Giovanni Valle, direttore tecnico azzurro negli anni ’80, a Bruno Alberti, campione ampezzano dello sci alpino. Non solo passato: a onorare le imprese dei vecchi campioni c’era anche una delle giovani speranze dello sci alpino, l’azzurro di Sappada Emanuele Buzzi, nipote di una delle glorie maggiori del salto cibianese, Bruno De Zordo. Al Taulà dei Bos c’erano anche il sindaco di Cibiana, Luciana Furlanis, il senatore Giovanni Piccoli e il presidente di Fisi Veneto, Roberto Bortoluzzi. La presentazione è cominciata con un minuto di silenzio in omaggio alla memoria di un atleta di Cibiana scomparso la scorsa primavera, Nevio De Zordo, il più grande pilota italiano di bob dopo Eugenio Monti. Poi, accompagnato dalle immagini curate da Chiara Zandanel e dalle musiche di Oliviero De Zordo, Osvaldo Da Col ha ripercorso le pagine del libro, una fatica costata tre anni di ricerche. Con passione, quella passione che emerge con forza anche alla lettura del libro, Da Col ha raccontato degli esordi dello sci a Cibiana, della fondazione dello sci club nel 1927, dei primi salti fatti per le vie e sui tetti delle case, dei pionieri Italo De Zordo e Bruno Da Col, il primo italiano a superare i 100 metri nel salto. E poi della missione di Amerigo De Zordo, “padre” di quella “valanga cibianese” che brillò nel mondo. Ancora, il racconto della costruzione dei trampolini a Cibiana, opera corale del paese, struttura inaugurata nel 1952 e che fu in uso fino al 1966, quando l’alluvione si portò via tutto. Soprattutto, l’autore ha voluto raccontare «la vita di una piccola comunità che ha saputo arricchire il senso della sua vita anche con lo sport. E lo ha fatto con tanta passione da far rimbalzare il nome di Cibiana sulle più prestigiose cronache sportive nazionali e non solo». Uomini che, come ha sottolineato il sindaco Luciana Furlanis, «hanno saputo trasformare il problema neve in risorsa neve».

Ilario Tancon

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