«In 600 a Roma per dire no al Jobs Act»

Lo auspica il segretario della Cgil, Bellini che punta il dito contro un governo «che sta vendendo fumo»

BELLUNO. «Il mio obiettivo è quello di portare 600 bellunesi alla manifestazione di Roma contro le manovre del governo sul lavoro».

A dirlo è il segretario provinciale della Camera del lavoro, Ludovico Bellini all’indomani dall’attivo svoltosi al centro diocesano di Belluno.

Diciannove gli interventi che si sono susseguiti durante l’incontro, chiuso dalla segretaria regionale, Tiziana Basso. «È devastante l’attacco allo statuto dei lavoratori fatto dal Governo tramite il Jobs Act», sottolinea Bellini che prosegue: «Si parla non solo di articolo 18 ma anche di demansionamento e abbiamo scoperto che sarà collegato ai nuovi ammortizzatori sociali, per cui praticamente senza demansionamento non verrebbero dati gli ammortizzatori».

A questo si aggiunge anche la questione del telecontrollo cioè della videosorveglianza nei posti di lavoro. «Si capisce c'è un attacco chiaro allo Statuto dei lavoratori come lo intendiamo da anni ormai», spiega il segretario provinciale che prosegue: «L'articolo 18 era già stato attaccato dal ministro Fornero e i casi di reintegro ormai sono una rarità, ma ora siamo arrivati alla libertà di licenziamento, e questo è servito al premier Renzi per gettare la maschera e usare questa flessibilità imposta per nascondere i suoi fallimenti in Europa. Perché a parte gli 80 euro messi in busta paga, tutto il resto è solo fumo. Purtroppo abbiamo constato che Renzi sta seguendo le politiche della destra liberista europea».

Per Bellini quella che si sta facendo dai palazzi del potere a Roma è «pura demagogia: se un imprenditore non investe qua, non è per l’articolo 18, ma per le tasse elevatissime che ci sono, per la burocrazia impossibile, per il livello di evasione fiscale e per le tangenti che spesso tocca pagare per andare avanti. Il capo del governo Matteo Renzi è andato a prendere ordini a Detroit da Marchionne, lo stesso che ha portato via dall’Italia la Fiat e ha posto la sede in Lussemburgo, tanto che la Ue sta facendo aprire una pratica di evasione fiscale per questo».

Per tutti questi motivi il 25 ottobre, «io spero che potremmo essere tanti dal Bellunese. Lo Spi Cgil ha già riempito due pullman e il terzo è già prenotato, mentre per gli attivi abbiamo riservato due corriere. A Roma andremo per chiedere che si crei lavoro, che si estendano i diritti e non si generi un paese dove predomina la diseguaglianza sociale. Con noi ci saranno anche i rappresentanti della Rete degli studenti, ma se qualche associazione o politico vuole venire noi siamo disponibili, perché la manifestazione di Roma non è certo un punto di arrivo per noi, ma di partenza».

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