Il vescovo al Comune di Cortina: «Rinunciate al diritto di scelta del parroco»

Il vescovo chiede di soprassedere «per questa volta» all’antico diritto. Il consiglio comunale ne discuterà domani
- A fianco il vescovo della diocesi di Belluno-Feltre monsignor Giuseppe Andrich e i bambini dello Sci club di Cortina durante la precessione per la ®Festa di Voto¯
- A fianco il vescovo della diocesi di Belluno-Feltre monsignor Giuseppe Andrich e i bambini dello Sci club di Cortina durante la precessione per la ®Festa di Voto¯

CORTINA. Il consiglio comunale potrebbe rinunciare all'esercizio dello juspatronato sulla nomina del nuovo parroco. La proposta di rinuncia è stata inserita all'ordine del giorno del consiglio di domani alle 14.

Il Comune da secoli, da quando Cortina era un decanato sotto la diocesi di Bressanone, ha acquisito lo juspatronato ossia il diritto dell’amministrazione comunale di indicare il candidato migliore alla carica di parroco-decano. È un diritto che prevede che il consiglio comunale valuti una terna di nomi proposti dalla Curia per la scelta di colui che diverrà il nuovo parroco.

Altri erano i tempi in cui è nato questo diritto. La comunanza civica e la parrocchia una volta avevano anche delle competenze che gestivano assieme. Per fare un esempio, la parrocchia gestiva il registro dell’anagrafe. Queste ragioni sono venute meno oggi. C’è una maggior distinzione tra le due realtà, ma la figura del parroco-decano è comunque assai importante e per questo è sempre stato ritenuto opportuno mantenere lo juspatronato anche se in alcune occasioni si è rinunciato ad esprimere un parere.

È stato il vescovo di Belluno-Feltre, monsignor Giuseppe Andrich, a chiedere al sindaco Andrea Franceschi che il consiglio comunale si esprimesse per rinunciare al diritto di juspatronato. La stessa cosa era avvenuta nel 2006, quando divenne parroco don Davide Fiocco subentrando a don Francesco De Luca. Il consiglio comunale il 13 marzo 2006 all'unanimità votò per la rinuncia all'esercizio di juspatronato ma “pro hac vice” ossia “in questa occasione”.

E domani si farà lo stesso: la proposta di delibera prevede infatti che in questa occasione il consiglio rinunci ad esprimere un proprio parere, ma in futuro lo potrebbe fare nuovamente. La rinuncia avvenne anche nel 1986 su richiesta del vescovo Maffeo Ducoli, nel 1973 su richiesta del vescovo Gioacchino Muccin e ancora prima nel 1956. La parrocchia di Cortina attualmente è retta da don Sirio Da Corte che dal 19 febbraio ha preso il posto, pro tempore, di don Fiocco dopo che quest'ultimo aveva ancora a novembre chiesto di venire allontanato dall'incarico in Ampezzo.

«Il vescovo ci ha chiesto per questa occasione di rinunciare a questo antico diritto», spiega il sindaco Andrea Franceschi, «e ho inserito il punto nel consiglio di domani affinché se sarà votato monsignor Andrich possa poi nominare il nuovo parroco di Cortina. Non è la prima volta che il consiglio comunale non esercita il diritto di scegliere un nominativo tra i tre indicati. Ho voluto inserirlo nel primo consiglio proprio per accelerare o agevolare i lavori del vescovo. La figura del parroco è di fondamentale importanza per le comunità e quindi dopo la delibera di consiglio non ci saranno impedimenti per la nuova nomina».

Secondo i bene informati la richiesta del vescovo arriva perché non ci sono tre nominativi da proporre al consiglio comunale, ma solo uno. Sembra infatti ci sia già un sacerdote pronto a venire a reggere la parrocchia di Cortina e quindi i fedeli non dovrebbero attendere ancora a lungo per avere il futuro parroco-decano.

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