Il turismo è Mtb Dolomiti Heart suona la sveglia

AGORDO. «Serve un maggiore coordinamento per pulire e promuovere i percorsi per le mountain bike nella Conca Agordina». A dirlo, cercando di incontrare l'adesione di istituzioni e sodalizi, è Sandro Benvegnù, referente della manutenzione dei sentieri per Dolomiti Heart, associazione che si sta dando parecchio da fare sia per rendere transitabili i percorsi, sia per promuoverli e portare nel “Cuore delle Dolomiti” tanti appassionati. «Purtroppo», sottolinea Benvegnù, «spesso si dice che nessuno fa niente, ma noi nel nostro piccolo qualcosa facciamo. Certo è anche per il nostro piacere, ma anche perché vogliamo che questi percorsi siano puliti e che sempre più gente da fuori Agordino venga a sperimentarli».
Chi negli anni è riuscito a concretizzare un progetto destinato alla promozione delle due ruote sui sentieri di montagna è l'associazionismo di Taibon. Nel paese in riva al Tegnàs ci sono bacheche, cartine, tabelle e indicazioni. Chi sale in sella ha a disposizione tutte le informazioni utili. Altrove, invece, non è così. Ed è questo il cruccio di Sandro Benvegnù e di Dolomiti Heart. «Sembrava che quello di Taibon fosse un progetto pilota», spiega Benvegnù, «e che potesse venire esteso anche negli altri comuni della Conca. Ne avevamo parlato pure con l'assessore di Agordo, Gabriele Trento. Ma per ora le cose non si muovono: solo a Rivamonte ci sono tabelle, altrove le indicazioni mancano, ma intanto la gente chiede cartine e informazioni». La prima cosa da fare per Dolomiti Heart è la manutenzione dei percorsi. «Anche dalle parti di Voltago, in molti dicono che sui sentieri non si passa più. Ok, ma noi per esempio nel tempo libero, anche la sera, andiamo a tagliare l'erba e le piante e adesso abbiamo fatto un po' di luce lungo le strade che scendono da Forcella Aurine (Gosaldo) e abbiamo anche costruito passerelle nella zona del passo Duràn. Il problema è che siamo in cinque: tre adulti e due ragazzi di 14 e 16 anni».
Dolomiti Heart chiede un tavolo al quale possano sedersi gli interessati: «Noi siamo pronti a fare la nostra parte e in questi giorni stiamo operando col centro estivo di Taibon per far sperimentare questo sport ai più piccoli, recentemente abbiamo organizzato un evento che ha riscosso un bel successo e ha portato in Agordino gente da Sappada, Vittorio Veneto, Ascoli, Roma. Venti giorni fa siamo stati contattati, tramite internet, da due americani che volevano andare in Nepal, ma poi con la storia del terremoto hanno puntato sulle Dolomiti. Gli abbiamo fatto un pacchetto completo: siamo andati a prenderli a Firenze, abbiamo loro proposto una giornata con una guida alpina, hanno fatto un giro in bici e li abbiamo riportati a Firenze. In Trentino sanno vendersi, ma possiamo imparare anche noi».
Gianni Santomaso
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