Il sisma rompe un tubo: geyser al Peron

Il disservizio alle 22 di martedì lungo un tratto del Val Clusa. Bim Gsp e vigili del fuoco al lavoro fino alle 4 del mattino
Di Gigi Sosso

SEDICO. La scossa fa mancare l’acqua. Colpa del terremoto se martedì sera si è rotto un tubo dell’acquedotto Val Clusa, provocando un getto alto una ventina di metri, sopra la strada regionale 251 Agordina e la Valbelluna è rimasta con i rubinetti zitti fino a ieri mattina. Una decina di operai e tecnici di Bim Gsp e di un paio di ditte esterne ha riparato il guasto in maniera provvisoria con un collare, ma è già in programma per domani mattina l’intervento definitivo, lungo quella che è la condotta principale dell’Unione montana Bellunese. Il disservizio si è verificato verso le 22, quando un automobilista che stava passando tra le frazioni sedicensi di Mas e Peron ha chiamato il 115 dei vigili del fuoco, dopo aver visto una specie di fontana di acqua e detriti che zampillava dal prato accanto a via Peron.

I pompieri sono arrivati sul posto, non prima di aver avvertito Bim Gsp. Qui è stato necessario provvedere a uno scavo profondo circa sei metri, per raggiungere la tubatura del diametro di una sessantina di centimetri, quindi con una portata notevole. L’intervento tampone è stato quello di bloccare la falla con questo dispositivo, durante un intervento che è terminato alle 4 del mattino, «ma già nelle prossime ore perfezioneremo la riparazione completa, ciò significa che dal primo mattino la fornitura sarà sospesa per le utenze di Limana, Sedico, Trichiana, Mel, Lentiai, e Belluno, nelle aree di Cavarzano, Fiammoi e Sala», conferma l’azienda dagli uffici di via Tiziano Vecellio, «quella è una linea che arriva fino a Valdobbiadene, ciò significa che serve qualcosa come più 50 mila utenze e abbiamo cercato di limitare al massimo i disagi. Ieri mattina l’erogazione è stata ripristinata in molte zone verso le 9.30, il tempo di riempire i serbatoi».

Ma l’acqua potabile continua a mancare a Limana centro, comprese Navasa e Praloran; Trichiana, nelle località Sant’Antonio Tortal (dove da ieri c’è l’autobotte), Confos, Pranolz, Casteldardo, Morgan Alto e Campedei e Mel, Signa, Marcador, Confassui, Vanie, Riva di Villa, Pianasso e Tiago. In città, la zona più colpita è stata quella di Cavarzano.

Il primo guasto si era verificato nel pomeriggio, a Villiago, sempre nel territorio comunale di Sedico, ma il problema era stato risolto in poco tempo. E un terzo sullo stesso tubo di Peron, pochi minuti dopo quello principale. Poi ieri mattina l’attenzione si è spostata a Canè di Limana e nel centro di Sedico: «Abbiamo visto una specie di geyser sopra la strada», racconta Battista Soppelsa dalla pizzeria Rianata, «insieme all’acqua, tantissimi sassolini, che hanno in breve riempito la via di comunicazione gelata per la temperatura». Contrattempi limitati al traffico, che sono stati risolti da Veneto Strade e dai carabinieri, in un primo momento con un senso unico alternato. A quell’ora, non c’era tantissima gente in giro, al di là delle corriere della Dolomitibus con a bordo gli operai del turno di notte della Luxottica.

Non è per niente strano che la responsabilità del guasto di Peron sia stata attribuita al terremoto di magnitudo 3.0 Richter di lunedì, con epicentro nei dintorni di Sedico: «Può anche capitare», spiega il geologo e assessore ai lavori pubblici del comune di Belluno, Luca Salti, «in tutta la zona della Pedemontana, ci sono delle faglie. Il sisma non è stato molto profondo e questo può aver causato dello stress sulle tubature, con tutto quello che ne è conseguito».

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi