«Il Sì per un nuovo piano energetico nazionale»

Cresce l’interesse a pochi giorni dal Referendum sulle trivellazioni in mare e molti si schierano. Il rammarico di Ghedina: «Devo aiutare a fare l’orto»

BELLUNO. Domenica gli italiani sono chiamati ad esprimersi su un Referendum complesso e poco pubblicizzato. Per questo motivo, nelle ultime ore, il dibattito si sta scaldando e chi ha maturato la sua posizione ha deciso di manifestarla. È il caso, ad esempio, dei sindaci delle due principali città e del presidente della provincia, ma anche di personaggi noti al grande pubblico, oltre ai partiti e alle associazioni.

Torna sull’argomento anche il Movimento 5 Stelle: «Invitiamo i cittadini ad andare a votare e a votare Sì: è un primo importante passo per far capire che un'altra politica energetica è possibile. Dobbiamo puntare sulle energie rinnovabili e sull’efficienza energetica, settori che possono generare migliaia di posti di lavoro». Inoltre: «Il referendum è la più alta forma di democrazia messa a nostra disposizione», sottolinea il M5S.

Anche Italia Nostra, sezione di Belluno, invita a votare Sì: «Il nostro Paese ottiene dalle rinnovabili già più del 40% del proprio fabbisogno energetico ed è su quelle che bisogna puntare. Sono inoltre da tener presenti tutti i rischi geologici e ambientali dell’attività di trivellazione. L’impresa estrattiva produce un vantaggio economico minimo per il pubblico (royalties al 7%, contro il 40/60% dei paesi del Nord Europa), e va a beneficio delle compagnie private proprietarie dei titoli minerari e dei prodotti estratti».

Per il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro: «Questo Referendum si potrebbe considerare inutile, perché consegna alla gente una materia strettamente tecnica. Ma prolungare le concessioni fino all’esaurimento dei giacimenti farebbe venir meno l’esigenza, da parte del governo, di rivedere il piano energetico nazionale, che invece secondo me va fatto al più presto. Per questo andrò a votare Sì».

Voterà Sì anche il sindaco di Feltre, Paolo Perenzin: «Dobbiamo contribuire tutti alla conversione verso le energie alternative. Di recente, a Parigi, si è scelto di dismettere l’uso di combustibili fossili e invece la Legge di stabilità è andata in direzione opposta. Da questo governo mi aspettavo una presa di posizione decisa verso le rinnovabili e invece ha fatto un passo indietro».

Andrà sicuramente a votare, perché crede nello strumento democratico del Referendum, la presidente della Provincia Daniela Larese Filon, ma: «Non ho ancora deciso cosa voterò, ci sto pensando».

Il Referendum ha scatenato la voglia di informarsi da parte di molti e c’è chi prende questi appuntamenti molto seriamente. È il caso del musicista Federico Stragà: «Nel dubbio ho consultato un’amica che è ingegnere navale e si occupa di risorse energetiche marine. Lei mi ha spiegato che cambierà poco e che il Sì conta meno del No, ma dopo alcune valutazioni ho deciso che andrò a votare Sì. Anche perché ho una tessera elettorale tutta nuova, va inaugurata!».

Non potrà, invece, andare a votare il campione di sci Kristian Ghedina, che se ne dispiace ma la sua motivazione lo giustifica: «Devo andare a Bressanone ad aiutare la mia ragazza a fare l’orto della sua mamma, che da sola non riesce. Di solito vado sempre a votare, è giusto, ma l’orto non può aspettare». (i.a.)

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