Il mondo produttivo bellunese è compatto: «Le grandi opere sono il nostro futuro»

BELLUNO
Oggi i “Bellunesi del sì” saranno a Milano per rivendicare, insieme a Confartigianato, le piccole e grandi opere che la “decrescita infelice”, come la chiamano, rischia di tradire. Claudia Scarzanella, presidente dell’associazione di categoria bellunese, rilancerà il completamento dell’A27, il Treno delle Dolomiti, l’elettrificazione fino a Calalzo, la riqualificazione delle strade, la banda larga.
Quanto alle altre categorie, «siamo d’accordo», dice Luca Barbini, presidente di Confindustria Belluno. «Sono temi che da tempo abbiamo rilanciato, già con il precedente Governo, e che ora sollevano la nostra preoccupazione per alcuni no che, dopo le proteste, sembrano essere diventati “ni” e che noi ci auguriamo si trasformino in sì rotondi».
Alberto Baban, presidente di Piccola Industria di Confindustria, sottolinea che qualcosa sembra muoversi. E cioè anche gli ambienti governativi si stanno rendendo conto che, ad esempio, per quanto riguarda l’occupazione, gli ultimi mesi lanciano segnali assolutamente negativi, «per cui è meglio correre ai ripari».
Positive, dunque, per il presidente Barbini le iniziative come quelle intraprese da Confindustria nazionale e dalle altre categorie a Torino e la mobilitazione di Confartigianato oggi, a Milano.
«Il governatore Luca Zaia ha fatto bene a rilanciare, dalla Mig di Longarone, il tema dell’autostrada Venezia Monaco che per le nostre industrie sarebbe di una vitalità unica, più ancora del Treno delle Dolomiti, ancorché auspicabile – secondo Barbini – ai fini dello sviluppo turistico».
«Ma siccome non possiamo aspettare i tempi lunghi, perché la ripresa economica sta purtroppo rallentando – insiste il numero uno degli imprenditori bellunesi – dobbiamo fare pressing sull’infrastrutturazione più acquisibile e, nel contempo, più necessaria: le fibre ottiche, la banda larga».
Barbini esemplifica: «Ci sono aziende nostre associate che viaggiano con i 10 mega e che da tempo sollecitano il necessario potenziamento. Come fanno a competere con la concorrenza che viaggia a 100 mega? Il problema non va risolto fra 5 anni, peggio 10, ma subito, altrimenti la provincia si desertifica».
Sull’orientamento delle risorse che stanno arrivando in provincia grazie al Fondo dei Comuni di Confine, «se devo dire se è giusto continuare ad investire sulle piste ciclabili, io rispondo di si. Ma è doveroso anzitutto spendere i soldi che abbiamo. Questo – secondo il presidente di Confindustria – è il grave handicap che la provincia dimostra. Le risorse, più o meno, ce le abbiamo, ma non le sappiamo spendere in rapidità».
Un esempio, «i 200 mila euro per la progettazione del collegamento ferroviario tra Calalzo e Cortina». Grazie ai Mondiali di sci di Cortina e, si spera, alle future Olimpiadi, il Bellunese va incontro ad una straordinaria opportunità di sviluppo. «Ma bisogna saperla cogliere, senza remore», conclude Barbini.
Si sintonizza col presidente di Confindustria anche Renzo Minella dell’Anef, l’associazione degli impiantisti: «La Regione interviene con uno stanziamento di 15 milioni che permetterà di recuperare alcuni disagi per la prossima stagione 2019-20. Si implementeranno nel frattempo i 500 milioni per Cortina. Speriamo di poter realizzare anche i collegamenti annunciati dal governatore Zaia, con un investimento di 64 milioni».
«Non ci devono essere tentennamenti – conclude Minella – ma dobbiamo garantire al tempo stesso che tutti questi investimenti si risolvano a vantaggio della sostenibilità. Non contro. Altrimenti deluderemmo le aspettative di sempre maggiori strati di popolazione che vogliono poter godere di ambienti di qualità».
In questo va prestata attenzione anche nella rivendicazione delle piccole e grandi opere, affinché siano realizzate nel massimo rispetto dei contesti ambientali. —
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