Il Comune fuori dall’Anci, l’opposizione protesta

SOSPIROLO. Quali motivi hanno spinto l’amministrazione De Bon a recedere dall’Anci (associazione nazionale comuni italiani) e Anci Veneto e ad associarsi all’Anpci (piccoli comuni italiani)? Lo...

SOSPIROLO. Quali motivi hanno spinto l’amministrazione De Bon a recedere dall’Anci (associazione nazionale comuni italiani) e Anci Veneto e ad associarsi all’Anpci (piccoli comuni italiani)?

Lo chiede il capogruppo di minoranza Diego Lovat, presentando al sindaco un’interrogazione che sarà oggetto del prossimo consiglio.

«Appare sorprendente l’immotivata decisione di recedere da Anci e Anci Veneto a favore di un’associazione che si configura di assoluto minore rilievo sia per importanza che per profilo istituzionale», lamenta Lovat.

«Presentiamo un’interrogazione nell’ottica di fornire adeguata informazione al cittadino sospirolese. La decisione è stata intrapresa con una lapidaria delibera di giunta priva di alcuna motivazione politica e non è stata neppure oggetto di discussione nella opportuna sede del consiglio comunale».

Il capogruppo ricorda che l’Anci da oltre cent’anni tutela gli interessi di oltre 7000 comuni italiani di fronte a enti e istituzioni di livello superiore; associa inoltre circa 5000 dei 5700 piccoli comuni sotto i 5000 abitanti ed è presente giornalmente sui tavoli politici importanti come comitato delle regioni, conferenza Stato-regioni e autonomie locali e la conferenza unificata.

«Il Comune di Sospirolo», ricorda Lovat, «nel 1972 è stato uno dei sette comuni fondatori della sezione veneta e ha vantato per anni la presenza di un rappresentante a livello nazionale e la presidenza della consulta dell’Anci Veneto».

Di contro, per la minoranza, la più giovane Ancpi, nata nel 1999, associa poche centinaia di comuni. «Essa “rivendica” la finalità di tutelare e difendere gli interessi e l’autonomia dei comuni associati, ma si mostra fortemente contraria alla riduzione del numero dei piccoli comuni, peraltro in controtendenza con l’attuale e fisiologica spinta verso l’unione di questi ultimi. È inoltre promotrice di singolari iniziative quali per esempio la “battaglia” per consentire ai sindaci di svolgere il terzo mandato consecutivo e attualmente non risulta essere riconosciuta per legge e accreditata in alcuna sede istituzionale».

Federico Brancaleone

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi