Il Cai: «La Fondazione Unesco è utile»

BELLUNO. La Fondazione Dolomiti Unesco non è un carrozzone inutile. Lo sottolinea Francesco Carrer, presidente regionale del Cai, che teme un’interpretazione negativa delle critiche mosse dal senatore Giovanni Piccoli alla gestione dell’ente. Il quale Piccoli, per Carrer, «o non si informa correttamente o vuol far finta di non sapere».
Critiche pesanti quelle del parlamentare bellunese per la gestione della Fondazione, soprattutto per l’inconcludenza della sua attività, a cinque anni dal riconoscimento Unesco, in particolare per quanto le ricadute sul territorio bellunese. Critiche, le sue, in parte condivise, almeno fino al recente chiarimento con i dirigenti della Fondazione, anche dagli ambientalisti di Mountain Wilderness. Proprio ieri, a Palazzo Madama, il ministro dell’ambiente Galletti, avrebbe dovuto rispondere all’interrogazione del parlamentare bellunese. Non l’ha fatto perché la XIII Commissione Ambiente è stata “sconvocata” per la concomitanza del voto dei componenti della Corte Costituzionale. «L’argomento resta ai primi punti dell’ordine del giorno della Commissione, la prossima settimana», rassicura Piccoli.
Spazio, dunque, alla “difesa” del Cai, che interviene anche per conto della Fondazione Angelini, puntualizzando che sono stati numerosi gli incontri, sui temi più diversi: «È pur vero», osserva il presidente Carrer, «che nonostante l'impegno del Cai e della Fondazipone Angelini (diventati poi soci sostenitori della Fondazione Unesco) a favore dell'informazione e della formazione sul territorio, sembra che ancora oggi uno dei maggiori punti di criticità sia la mancanza di conoscenza anche da parte di chi ha la responsabilità di governo». Come dire, caro Piccoli “prendi e porta a casa”.
«La Fondazione Dolomiti Unesco», ricorda Carrer, «è stata istituita nel 2010 per garantire una gestione efficace del sito dolomitico in relazione al suo inserimento nella World Heritage List e alle prescrizioni Unesco. Non è un ente amministrativo né tantomeno autorizzativo, ma ha il compito di coordinare le azioni dei territori e degli enti territoriali, che sono i protagonisti e i responsabili della gestione del bene».
Lo stesso presidente ricorda al senatore bellunese che, solo grazie alle Dolomiti Patrimonio Unesco, la Regione Veneto ha potuto predisporre il “Progetto di eccellenza” turistica che ha permesso, fra l’altro, di installare in 25 rifugi alpini, anche privati, l’impianto della banda larga satellitare e di avviare i sentieri tematici e ‘parlanti’. «Non per essere ridondanti ma, senza il riconoscimento delle Dolomiti e senza il conseguente aiuto della Regione, questi investimenti sul territorio non si sarebbero potuti fare», conclude il presidente del Cai Veneto.
Francesco Dal Mas
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