Identità ladina, tre «sì» all’unisono

CORTINA. All’unanimità e all’unisono ieri pomeriggio i consigli comunali di Cortina d’Ampezzo, Colle Santa Lucia e Livinallongo del Col di Lana hanno votato gli impegni a preservare l’identità storica, culturale e linguistica ladino-tirolese.
In municipio a Cortina si è tenuta una seduta consiliare storica, che ha visti riuniti i tre consigli dei tre Comuni ladini tirolesi. Tre le delibere votate all’unanimità che delineano gli indirizzi che i Comuni ladini intendono portare avanti in seno all’Euregio dove i Comuni ladini sono entrati nel gruppo europeo di cooperazione territoriale del Tirolo, Alto Adige e Trentino.
«Il passaggio che facciamo oggi», ha detto il sindaco di Cortina, Andrea Franceschi, «non è una chiusura ma un’apertura al mondo. Tutti ci auguriamo che i nostri figli girino il mondo, imparino le lingue straniere, ma devono sapere chi sono e da dove vengono. Come gli alberi per cresce sani e rigogliosi hanno bisogno di ardici solide, così i nostri giovani hanno bisogno di tradizioni profonde. Vivere nell’epoca della globalizzazione, dove tutto è a portata di un clic, ha sicuramente aspetti positivi, ma ci sono anche quelli negativi, come i mutamenti climatici e il rischio di perdere le identità locali».
«Oggi noi portiamo avanti», ha sottolineato Franceschi, «un percorso che è nato da anni, con iniziative che vedono i tre Comuni ladini uniti da tempo, anche nel referendum del 20007 per il ritorno in Alto Adige. Oggi noi diciamo con forza: valorizziamo la nostra storia, la nostra cultura, la nostra lingua che sono l’elemento rafforzativo della nostra identità».
L’atto di indirizzo, votato ieri, composto da 9 punti, sarà portato in seno all’Euregio da Luca Agostini che rappresenta i tre Comuni ladini.
«Questa seduta ha un valore storico», ha ricordato Paolo Frena, sindaco di Colle Santa Lucia, «è l’inizio di un nuovo percorso per i Comuni ladini. Non possiamo anteporre alla questione ladino-tirolese altre questioni, perché sono i nostri concittadini a chiedercelo. L’augurio è che si possa lavorare al massimo per concretizzare i punti inseriti nell’atto di indirizzo e che possa proseguire anche l’iter referendario, tenendo conto di quanto sta accadendo a Sappada».
Numerosi i ringraziamenti fatti in seduta ai tanti che per anni hanno lavorato per arrivare a questo obiettivo, partito nel 2000. «Ringraziamo tutti coloro che si sono dati da fare», ha dichiarato Leandro Grones, sindaco di Livinallongo del Col di Lana, «e affidiamo ad Agostini il delicato compito di portare avanti le nostre volontà nell’Euregio».
I tre Comuni si sono impegnati a promuovere a tutti i livelli istituzionali e politici la costituzione di un organismo che promuova e sviluppi la cultura e la lingua ladina del territorio. Si vuole poi tenere vivo e rafforzare sempre di più il legame storico, culturale e linguistico con i territori del Tirolo storico ed in particolare con le popolazione di Badia, Fassa e Gardena. Si vuole anche monitorare l’iter innescato dal referendum del 2007, quando i cittadini dei 3 Comuni, a larga maggioranza scelsero di tornare in Alto Adige.
Infine: portare avanti l’insegnamento del ladino nelle scuole di ogni ordine e grado; promuovere l’adozione di norme per l’introduzione del ladino come lingua ufficiale nella pubblica amministrazione e promuovere, almeno nelle scuole dell’obbligo, anche lo studio del tedesco, lingua di contatto con le popolazioni del Tirolo storico.
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