Ideal, sciopero improvviso contro i tagli

Trichiana. L’azienda è irremovibile sui 14 esuberi, ma i sindacati non ci stanno. Intanto il 20 c’è il vertice al ministero
Di Paola Dall’anese
Trichiana; 2 luglio 2009. sciopero alla ceramica dolomite per la chiusura dell'aziendaI lavoratori protestano davanti allo stabilimento di Trichiana dell'Ideal Standard e sopra il presidio in piazza a Belluno
Trichiana; 2 luglio 2009. sciopero alla ceramica dolomite per la chiusura dell'aziendaI lavoratori protestano davanti allo stabilimento di Trichiana dell'Ideal Standard e sopra il presidio in piazza a Belluno

TRICHIANA. L’azienda è irremovibile sul taglio di 14 impiegati dello stabilimento dell’Ideal Standard di Trichiana, tanto che i sindacati hanno indetto subito uno sciopero del settore, proclamando lo stato di agitazione dello stabilimento. La palla ora passa alle parti sociali nazionali.

Si è concluso così l’incontro di ieri con alcuni esponenti della società, in cui si è parlato del futuro degli impiegati che andranno in cassa integrazione straordinaria. L’incontro di una decina di giorni fa sullo stesso argomento «sembrava aver lasciato uno spiraglio per poter trattare», precisa Giuseppe Colferai, segretario della Ficltem Cgil, «invece ci siamo sbagliati. E di fronte alla totale chiusura al confronto abbiamo deciso di far scioperare gli impiegati al pomeriggio».

«L’azienda non ha dimostrato alcuna volontà di entrare nel merito delle questioni», continua Colferai, «visto che abbiamo presentato un piano alternativo con gli stessi obiettivi aziendali, cioè di migliorare il servizio riducendo i costi. Ma a quanto pare alla società interessa soltanto il taglio dei costi». Una decisione che per le parti sociali si potrebbe rivelare deleteria per il futuro produttivo dello stabilimento trichianese. «È fondamentale mantenere un servizio ai clienti e coloro che oggi lo garantiscono lo fanno ottimamente. Siamo convinti», prosegue sempre il segretario della Filctem, «che centralizzare tutto a Milano non migliori l’offerta. Se uno dei problemi è che non riusciamo a vendere i prodotti, non possiamo tagliare proprio su chi cura i clienti. Siamo preoccupati perché in questa situazione delicata, fare danno al cliente è l’ultima cosa che vorremmo. Per non dare adito a false conclusioni, non abbiamo nemmeno voluto sentire il piano aziendale ieri mattina. Dispiace, però, che malgrado abbiamo tentato di tenere aperto il tavolo non c’è stato modo di giungere a una trattativa».

I sindacati promettono di scrivere alla sede della società a Bruxelles spiegando quanto accaduto e inviando il piano redatto dai lavoratori. «Gli impiegati sono distrutti, per loro si prospetta la cassa straordinaria», dicono le rsu Gianni Segat (Filctem) e Luca Pezzuolo (Femca Cisl). L’azienda, dal canto suo, ribadisce che la sede produttiva di Trichiana non sarà toccata, garantendo volumi e macchinari per produrli, nelle due sedi bellunese e laziale. Per Orcenico invece, la società fa sapere che è in arrivo la manifestazione di interesse per l’acquisto da parte della Glass idromassaggi di Oderzo (TV).

Infine, mentre lo stabilimento da domani sarà chiuso fino al 20 gennaio per le vacanze di Natale, il 20 dicembre alle 14 è previsto l’incontro al ministero più volte rinviato (il 18 al ministero del lavoro per la cassa in deroga). «Ma non sappiamo se andremo, visto che l’azienda è chiusa», conclude Pezzuolo. Insomma, si prospetta un futuro incerto.

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