Ideal, i lavoratori vanno a Brescia

Nelle assemblee decisa la partecipazione al presidio del 29 novembre e il coinvolgimento dei politici
Milano, 13 luglio 2009. dipendenti dell'Ideal standard di Trichiana, accompagnati da alcuni sindaci e amministratori della Sinistra Piave protestano davanti alla sede italiana della multinazionale americana contro i tagli previsti nello stabilimento di Trichiana (ex Ceramica Dolomite)
Milano, 13 luglio 2009. dipendenti dell'Ideal standard di Trichiana, accompagnati da alcuni sindaci e amministratori della Sinistra Piave protestano davanti alla sede italiana della multinazionale americana contro i tagli previsti nello stabilimento di Trichiana (ex Ceramica Dolomite)

TRICHIANA. I lavoratori dell’Ideal Standard di Trichiana sono pronti a portare il loro supporto ai colleghi bresciani.

Le assemblee tra sindacati e dipendenti dell’ex Ceramica Dolomite che si sono tenute ieri, oltre che per spiegare le nuove condizioni dettate dalla dirigenza per il prossimo anno (comporteranno una riduzione della produzione), sono servite anche per raccogliere le adesioni alla manifestazione che si terrà il 29 novembre prossimo a Bassano Bresciano. «Andremo laggiù perchè lì ha sede il polo logistico. Vogliamo bloccare le consegne di fine mese per creare disagio all’azienda», dicono i sindacati di categoria.

Il supporto ai lavoratori bresciani sarà dato anche dai colleghi dello stabilimento friulano dell’Ideal che, in delegazione, si recheranno in Lombardia il 30 novembre. «Abbiamo pensato così di dimostrare il nostro disappunto per quanto i vertici aziendali hanno deciso», commenta Danilo Ferigo, segretario della Uilcem.

Intanto le organizzazioni sindacali si preparano all’incontro col ministero dello Sviluppo economico. «Lì dovremo cercare di perorare la nostra causa, strappando un altro anno di contratti di solidarietà. Nel frattempo cercheremo di mobilitare anche il mondo della politica, dai comuni alla Regione», precisa Giuseppe Colferai della Filctem Cgil.

Resta però alta la preoccupazione dei dipendenti sul futuro dello stabilimento di Trichiana.

«I lavoratori hanno votato anche il pieno appoggio alle iniziative sindacali che metteremo in campo nelle prossime settimane», precisa Nicola Brancher della Femca Cisl. «Iniziative che partono da tre considerazioni principali: la prima è che dobbiamo in tutti i modi valorizzare la manifestazione di Brescia a fine mese; poi dovremo prepararci molto bene all’incontro col ministero, proprio a quel tavolo chiederemo all’azienda di rivedere i numeri che ci ha fornito la scorsa settimana a Sassuolo. Per quel che ci è dato sapere, infatti, i dati che vengono dal mercato sono migliori di come li rappresenta l’azienda e ci sono quindi le condizioni per fare volumi maggiori rispetto al milione e 350 mila pezzi che ci sono stati prospettati. A nostro avviso potremo arrivare anche a 1.6-1.7 milioni di pezzi e questo ci consentirebbe di avere un’organizzazione simile a quella di quest’anno».

Per il segretario della Femca Cisl, inoltre, anche il blocco degli investimenti non può essere accettato. «Non si possono bloccare investimenti già approvati, perché significa arrivare in condizioni non buone nel mercato il prossimo anno».

A questo punto, per scongiurare eventuali ricadute negative sullo stabilimento di Trichiana «come organizzazioni sindacali abbiamo condiviso la necessità di investire del problema anche la politica, a partire dall’assessore regionale Elena Donazzan, passando per i nostri consiglieri bellunesi a Venezia e anche interessando della questione i nostri parlamentari, insomma la politica a tutti i livelli. E’ un passo che si deve fare».

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