I libri di Buzzati e Corona sotto gli alberi

Un centinaio le opere disponibili sugli scaffali della baita. L’esperienza sarà ripetuta in tutta Italia

AURONZO. Il comandante veneto del Corpo forestale dello Stato, Daniele Zovi, non ha dubbi. A foresta meglio conservata d’Italia? È senza dubbio quella di Somadida. È quassù che ieri pomeriggio è stata inaugurata la prima “Biblioteca del bosco” d’Italia. Un centinaio di libri – per iniziare – dedicati ai boschi, alle foreste, alla natura. Non mancano i titoli di Buzzati e di Corona, ad esempio.

Arrivarci è già inoltrarsi nello spirito dei racconti letterari, perché lasciata l’auto al di qua del torrente, a piedi ci s’inoltra lungo sentieri che si snodano tra gli abeti, altissimi. Giri a sinistra, procedi per alcune centinaia di metri ed arrivi in uno spiazzo dove trovi un piccolo museo ed un ristoro del Corpo forestale, poco più avanti una baita, che accoglie appunto gli scaffali e, ai bordi di un prato, numerose panchine in legno, ovviamente per leggere, a meno che non vuoi farlo passeggiando, come accadeva a Buzzatti.

Paola Favero, l’ideatrice, è perfino commossa perché il suo capo, Alessandro Bottacci, le anticipa che l’esperienza sarà ripetuta in tutte le altre 130 riserve distribuite lungo tutto lo stivale. Al momento inaugurale Favero racconta la lunga storia – anche leggendaria – di questa foresta. Costituiva un patrimonio già ai tempi della Serenissima. Ed è da questo luogo che hanno attinto anche gli eserciti durante la guerra consumata in quota. Qui Buzzatti veniva ad ispirarsi.

Come immaginarsi un futuro di sfruttamento di questo patrimonio? «Mai e poi mai», risponde, quasi inorridito, il comandante regionale Zovi. Il quale lancia, invece, la prospettiva della conservazione: «dobbiamo rendere conoscibili e fruibili questi scrigni di naturalità». «Il bosco non è solo un insieme di elementi, ma è molto di più e va vissuto con il carico di emozioni che porta con sé. Ecco il senso di questa biblioteca».

Dopo la sobria cerimonia inaugurale si è tenuto un concerto di musiche popolari, eseguite dal duo Al Tei di Belluno, incentrate su leggende di origine ladina, ma anche scozzesi e celtiche.

La professoressa Ulrike Kindl, scrittrice e germanista all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha spiegato l’origine dei personaggi mitologici della Ladinia. Già da quest’oggi e per tutta l’estate, la foresta di Somadida e la sua biblioteca accoglierà tutta una serie di appuntamenti culturali e ricreativi. (fdm)

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