«Ho perso la dentiera» E il paziente porta l’Usl dal giudice

BELLUNO. Vanno dai 30 ai 50 all’anno i contenziosi contro l’Usl 1. E forse molti di questi potrebbero essere evitati, se ci fosse una migliore e maggiore comunicazione tra pazienti-familiari e personale medico. Per questo l’Usl ha organizzato un convegno venerdì alle 15 all’ospedale San Martino: parteciperanno il sostituto procuratore della Repubblica, Roberta Gallego, il presidente del comitato etico Camillo Barbisan, il direttore dell’unità operativa di cure palliative di Mantova, Luciano Orsi, la psicologa Francesca De Biasi, il responsabile delle funzioni per la sicurezza del paziente Claudio Bianchin e il primario della rianimazione Davide Mazzon.
Nel 2012 i contenziosi dell’Usl sono stati 35, meno del 2011, quando c’era stato un boom con 56 denunce. «La media annuale si aggira tra i 30 e i 50», dice dall’ufficio legale di via Feltre, la dottoressa Corradin. «Tra i contenziosi rientrano varie tipologie di problemi: dalle cadute di calcinacci sull’auto parcheggiata alle perdite di protesi dentarie dei degenti, dagli infortuni dei dipendenti alla rottura di occhiali. Ma l’80% dei casi riguardano i presunti errori medici. Alle volte i ricorsi potrebbero essere evitati, se esistesse un rapporto sincero e cordiale tra medico e paziente».
«Abbiamo deciso di organizzare un convegno, perché diversi studi mostrano che il rischio contenziosi contro i medici si riduce, una volta stabilito un rapporto di fiducia con i pazienti, se c’è comunicazione e disponibilità», sottolinea il dg Pietro Paolo Faronato. «Alla base di molte denunce c'è una comunicazione perfettibile. Ed è giusto che i professionisti abbiano coscienza di questo. L’idea è nata da un confronto avuto col procuratore Antonio Bianco. Dobbiamo sensibilizzare il personale dell'importanza non solo della qualità del lato tecnico, cioè dell’intervento, ma anche del percorso comunicativo e informativo, che deve seguire ogni momento dell’attività, dalla richiesta del consenso informato alla comunicazione dell'evento avverso».
Molti sono i piani su cui si sta concentrando l’Usl, precisa Bianchin: «Tra questi c’è la lettera di dimissioni, che deve essere precisa ed esaustiva, visto che fa da tramite tra l’ospedale e i medici di base: vanno scelte le parole giuste, i modi e i tempi per comunicare col paziente e bisogna essere sicuri che questi abbiamo compreso per non creare false illusioni anche sugli effetti delle terapie».
Paola Dall’Anese
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