«Guardia medica di notte: un servizio da difendere»

PIEVE DI CADORE. Una delegazione del Comune di Pieve "marcerà" su Roma per difendere la guardia medica notturna e festiva, in pericolo di smantellamento. «Non so ancora da chi sarà formata, ma come...
gian paolo perona-perona- pieve di cadore-cittadinanza onoraria a don ciotti
gian paolo perona-perona- pieve di cadore-cittadinanza onoraria a don ciotti

PIEVE DI CADORE. Una delegazione del Comune di Pieve "marcerà" su Roma per difendere la guardia medica notturna e festiva, in pericolo di smantellamento.

«Non so ancora da chi sarà formata, ma come Comune saremo senz'altro presenti alla manifestazione che si terrà a Roma l'11 maggio; e lo saremo con tanta di fascia tricolore».

Lo ha dichiarato Maria Antonia Ciotti durante le comunicazioni del sindaco in apertura del consiglio comunale di venerdì nel corso del quale sono stati approvati il conto consuntivo 2015 e lo schema di bilancio preventivo 2016. Ma l’argomento centrale è stata la forte presa di posizione del sindaco Ciotti in relazione alla possibile soppressione del servizio di guardia medica. Tema che è stato il primo ad essere affrontato già nelle comunicazione del sindaco, quando la Ciotti ha letto una lettera di Giuseppina Onofri (segretaria generale del sindacato medici italiani) con la quale l'amministrazione comunale è stata invitata a partecipare alla manifestazione dell'11 maggio, a Roma, davanti alla Camera, in difesa della guardia medica.

«Secondo la lettera», ha spiegato il sindaco Ciotti, « il servizio di continuità assistenziale notturna e festiva, che garantisce, in situazioni urgenti, l'assistenza medica di base a domicilio gratuita a tutte le persone, anche in età pediatrica, sarebbe in pericolo. Secondo quanto afferma la segretaria Onofri, l'approvazione dell'atto di indirizzo per il rinnovo della convenzione dei medici di famiglia e pediatri prevede l'eliminazione, dalle ore 24 alle 8, della guardia medica di continuità assistenziale, che avrebbe come conseguenza una chiusura dei tutte le postazioni di guardia medica attualmente attive. Certamente», ha proseguito il sindaco, «la guardia medica costituisce da anni un presidio di sicurezza per la salute non solo dei cittadini residenti, ma anche dei turisti. Chiudere nelle ore a grande rischio, come quelle notturne, significherebbe abbandonare i deboli che risiedono nei piccoli comuni di montagna, violare i principi fondanti della sanità pubblica e i principi etici della stessa Costituzione. Per questi motivi una nostra rappresentanza», ha concluso il sindaco, «parteciperà alla manifestazione di Roma».

L'attività di guardia medica è organizzata nell'ambito della programmazione regionale, per rispondere alle diverse esigenze legate alle caratteristiche geomorfologiche e demografiche. La diversa distribuzione territoriale è da ricondurre a diversi fattori come, ad esempio, la differente ripartizione sul territorio stesso delle strutture ospedaliere, oppure l'incidenza dei flussi turistici. Eliminarla sarebbe un grande passo indietro nei tempi.

Vittore Doro

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