Giovani volontari insegnano internet ad adulti e anziani
belluno. “Volontariato informatico”, ma anche un’occasione di scambio intergenerazionale. Da almeno sette anni Scuole in Rete organizza corsi di informatica per adulti e anziani, che hanno la possibilità di diventare abili nell’utilizzo delle nuove tecnologie grazie a degli insegnanti “speciali”, ossia giovani tra i 16 e i 17 anni.
Le lezioni sono iniziate nelle scorse settimane nell’aula informatica del liceo Tiziano di Belluno e continueranno fino a metà agosto. Per chi fosse interessato ci sono ancora posti disponibili. «L’iniziativa fa parte di “Estate partecipando”, il progetto con cui il Comune capoluogo sostiene la partecipazione giovanile alla vita locale, educando i ragazzi allo spirito di servizio e volontariato», spiega Franco Chemello, referente di Scuole in Rete.
«Allo stato attuale i corsisti sono una quarantina, seguiti da 14 ragazzi, quattro dei quali stanno portando avanti un percorso di alternanza scuola-lavoro. Gli altri sono volontari, anche da più di un anno».
Ma non sono solo i numeri a confermare la bontà del progetto. A testimoniarlo anche le riflessioni dei ragazzi: «Una bella esperienza», dicono Matteo Noro e Pavel Rizzo, «che ci permette di acquisire competenze utili, sia nella vita quotidiana che, in futuro, nel mondo del lavoro. Pensiamo solo alla capacità di mettersi nei panni di qualcun altro, di relazionarsi con persone di età differenti dalla nostra, di essere flessibili».
Soddisfatti anche i corsisti. Mario D’Incà, per esempio, non sapeva usare il computer e ora ha cominciato ad avere una certa dimestichezza, come nell’invio delle mail. Scuole in rete, negli anni scorsi, ha anche sviluppato un software libero dedicato agli anziani e oltre all’utilizzo del pc si insegna quello di tablet e smartphone. Le lezioni non sono però rivolte solo ai meno giovani. «Ci rivolgiamo anche a bambini e ragazzi, puntando a trasmettere loro le competenze necessarie per sapere programmare un gioco e usare un codice semplificato», dice ancora Chemello. —
Martina Reolon.
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